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    06/04/2014    
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    14/04/2014    
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    22/04/2014    
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    Vince Palermo Amarezza per Aquileia «ma cosí si cresce»

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA

    . È Palermo la Capitale italiana della cultura per il 2018. Sfuma, per la terza volta, il sogno di Aquileia e del Friuli Venezia Giulia. Il verdetto, inesorabile, è arrivato ieri pomeriggio. Dopo Pistoia e Mantova, tocca dunque al capoluogo della Sicilia.

    Designata dalla giuria, presieduta da Stefano Baia Curioni, la vincitrice è stata annunciata, ieri pomeriggio, a Roma, nella sede del Ministero, dal ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini, che ha assicurato una particolare attenzione per tutte le città finaliste.

    Scelte all’unanimità dalla giuria tra le ventuno città partecipanti, le finaliste erano in tutto dieci: Alghero, Aquileia, Comacchio, Erice, Ercolano, Montebelluna, Palermo, Recanati, Settimo torinese e Trento. Comprensibile l’amarezza del primo cittadino, Gabriele Spanghero, volato a Roma, in rappresentanza di Aquileia, assieme al vicesindaco Luisa Contin. «Abbiamo accolto la notizia a malincuore – le prime parole di Spanghero –. L’amarezza c’è, è inutile negarlo, ma torniamo a casa con la certezza di aver fatto un buon lavoro, qualcosa che non era mai stato fatto prima nella nostra cittadina. Il prossimo anno uscirà il bando per la Capitale italiana della cultura 2020 (per il 2019 Mantova è stata scelta come Capitale europea della cultura), ma temo non sarà possibile essere inclusi. È previsto che chi ha partecipato a questo bando non possa presentarsi per il biennio seguente. A ogni modo, nei prossimi mesi, capiremo come sarà strutturato il bando in questione. Va detto che l’aver studiato e condiviso progettualità e proposte ha fatto comunque crescere Aquileia».

    Luisa Contin, vicesindaco e assessore alla cultura, si toglie un sassolino dalla scarpa. «Dopo Mantova e Pistoia – commenta – avevamo immaginato potesse toccare al sud ma, a dire il vero, non pensavamo Palermo. C’erano tante proposte interessanti, presentate da città più piccole e con meno opportunità. Credo sia stata premiata la proposta di integrazione, di cui ha parlato il sindaco Orlando, nei confronti dei migranti, considerati nuovi cittadini di Palermo».

    Alla vincitrice sarà assegnato un contributo di 1 milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità. La Capitale italiana della cultura, designata dal Ministero, ha la possibilità, per un anno, di mettere in mostra la vita e lo sviluppo culturale del territorio. L’iniziativa ha, tra gli obiettivi, la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e il miglioramento dei servizi rivolti ai turisti.

    «Tutte le città finaliste – annuncia Contin – sono state inserite nella rete delle città della cultura. Il ministro Franceschini, inoltre, ha promesso una particolare attenzione nei confronti di chi ha saputo riprogettare lo sviluppo mettendo al centro la cultura. Nessuna tra le città finaliste sarà lasciata sola. Per noi non finirà qui. Andremo a cercare nuove occasioni di finanziamento. L’obiettivo è dare inizio a una svolta per la politica della nostra cittadina mettendo al centro proprio la cultura».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    01 febbraio 2017

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/