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    Unioni, l’Isola rischia di contare troppo poco

    L’assessore Panontin annuncia un emendamento correttivo. Diversità di vedute all’interno di Pd e Sel

    Nel contesto delle future Unioni territoriali, Grado, e ovviamente Lignano, avranno un peso maggiore rispetto agli altri comuni per il fatto che si tratta delle due più importanti località a carattere turistico-balneare del Friuli Venezia Giulia.

    «Ho colto lo spunto – afferma l’assessore regionale Paolo Panontin – nel corso dell’incontro svoltosi a Grado e sicuramente faremo un emendamento in tal senso». L’argomento, accolto favorevolmente dall’assessore regionale, è stato portato alla luce dagli interventi nel corso della serata del consigliere comunale gradese Enzo Tirelli, di quello della Provincia di Udine, Luciano Cicogna e dell’altro consigliere comunale gradese, Giorgio Marin. L’attuale bozza di riforma regionale assegna i voti, ovvero il peso, esclusivamente in base al numero degli abitanti. Grado ne avrebbe 2 mentre, per fare l’esempio del legame con la Bassa Friulana, Cervignano ne avrebbe 3. Dall’altra parte, con la bisiacaria, Monfalcone ne avrebbe ben 6.

    Insomma Grado, pur se rappresenta notevole rilevanza anche in riferimento al Pil non solo provinciale ma anche regionale, conterebbe molto poco. Ecco perché la soluzione emersa durante gli interventi ha trovato d’accordo l’assessore regionale. L’incontro promosso da Sel e Pd al quale ha partecipato l’assessore Panontin ha fatto accorrere nella Sala dell’Astoria messa a disposizione da Alessandro Lovato un gran numero di persone. Forse, rispetto alle previsioni, meno politici ma molti operatori economico-turistici dell’Isola. «E’ stata una serata – aggiunge a tal proposito l’assessore regionale – con una partecipazione maggiore di quanto pensassi che ha dimostrato l’interesse delle varie categorie di operatori. Un aspetto che interessa particolarmente perché l’intenzione è proprio quella di coinvolgerle direttamente per arrivare alla riforma definitiva». L’incontro è durato circa 3 ore perchè dopo gli interventi ufficiali, ci sono stati quelli di politici e operatori con le conseguenti risposte dell’assessore.

    Ed è proprio in questo contesto che a detta di tutti, è emerso che il parere personale dello stesso assessore è maggiormente propenso a un legame di Grado con Aquileia piuttosto che con il monfalconese. Ma di questo ne dovrà dire ufficialmente il consiglio comunale. Ecco, questo è l’altro aspetto dell’incontro. Con chi deve stare Grado? Le linee di tendenza che parevano chiaramente identificate in due filoni, quello prettamente politico (più che altro diretto a mantenere Grado con l’ambito provinciale goriziano) e quello economico-turistico (maggiormente propenso ad operare con Aquileia) sono in un certo senso saltate proprio durante l’incontro dell’altra sera con l’esposizione di esponenti di alcuni partiti di maggioranza in Regione che la pensano diversamente. Tra l’altro ci sono opinioni diverse anche all’interno dello stesso partito. L’esempio è quello del Pd con il consigliere regionale Diego Moretti che propende per Grado legata al monfalconese e quello del consigliere comunale Giorgio Marin che punta maggiormente su Aquileia. Oltre all’intervento introduttivo del consigliere regionale Alessio Gratton, all’incontro è intervenuto anche il sindaco, Edoardo Maricchio, che ha portato i saluti iniziali.

    (an.bo.)

    14 novembre 2014

    http://ilpiccolo.gelocal.it/