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    Un leone d’oro da 16 milioni Aquileia persiana blindata

    Inaugurata la mostra (fino al 30 settembre) con 29 preziosi reperti antichi Il pezzo forte è il Rhyton proveniente dall’Iran occidentale e datato V secolo a.C.

    di Elisa Michellut

    Il Rhyton interamente in oro, proveniente da Hamadan (Iran occidentale) e datato V secolo a.C., costituito dalla protome di un leone alato accovacciato con il corpo che termina in un calice semiconico, un valore assicurativo di oltre 16 milioni di euro, è il pezzo principale della mostra “Leoni e Tori dall’antica Persia ad Aquileia”, che “regala” al pubblico 29 preziosi reperti provenienti dal Museo archeologico nazionale di Tehran e da quello di Persepoli.

    In un’Aquileia blindata (la sorveglianza diurna e notturna al Museo archeologico nazionale, dove sono ospitati i reperti archeologici, è stata ulteriormente potenziata), ieri pomeriggio, alla presenza della presidente della Regione Debora Serracchiani, che ha sottolineato l’importanza dell’esposizione al fine di accompagnare il rilancio del dialogo e la ripresa d’interesse nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, c’è stata la cerimonia di inaugurazione.

    La mostra, realizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con il Polo museale del Fvg, il National museum of Iran e l’Iranian cultural heritage handcrafts and tourism organization, si è aperta con un’esibizione del pianista e compositore Glauco Venier, che ha eseguito un brano ispirato ad Aquileia. I reperti coprono un arco temporale assai lungo e sono testimonianza di due dinastie fondamentali dell’Iran preislamico: gli Achemenidi e i Sasanidi. Si tratta di oggetti di rara bellezza.

    «Un passo importante per costruire rapporti solidi tra due Paesi che apprezzano la cultura come l’Italia e l’Iran – ha spiegato Jebrail Nokandeh, direttore del Museo nazionale dell’Iran, durante la conferenza stampa di presentazione –. Abbiamo scelto Aquileia come porta dei nostri dialoghi con la comunità europea. I 29 reperti provengono da 9 diversi siti, di cui 3 sono patrimonio Unesco».

    Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, ha sottolineato il grande valore dei pezzi in mostra, tutti arrivati dall’Iran e non da prestiti di musei europei, molti dei quali mai usciti dal Paese, e ha ribadito che «in Europa ci sono state pochissime mostre di questo livello sull’archeologia persiana – nel 2005 ce ne fu una al British museum – e questo colloca il Museo archeologico di Aquileia sullo stesso piano dei grandi musei europei».

    Il direttore, Cristiano Tiussi, archeologo e curatore della mostra (assieme a Marta Novello, direttrice del museo), ha chiarito che «in soli cinque mesi di intenso lavoro si è giunti a questo traguardo eccezionale, reso possibile grazie alla collaborazione offerta dalle istituzioni iraniane, dall’ambasciatore Mauro Conciatori, dal consigliere culturale Carlo Cereti e dal direttore del Museo nazionale di Tehran».

    Il “percorso” della mostra, che resterà aperta fino al 30 settembre, si snoda attraverso le sale al piano terra e racconta, attraverso 29 preziosi reperti provenienti esclusivamente dal Museo nazionale di Tehran e da Persepoli, le origini, la nascita e la maturità dell’arte della corte persiana.

    «Questo evento – le parole della direttrice del museo, Marta  Novello – dimostra ancora una volta la vocazione di Aquileia ad aprirsi a nuove culture».

    Il direttore del Polo museale Fvg Luca Caburlotto, infine, ha ringraziato il personale del museo, che potenzierà la sorveglianza al fine di tutelare i preziosi reperti.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    25 giugno 2016

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