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    Udinese-Delneri, c’eravamo tanto amati

    Pozzo ha corteggiato il tecnico più volte, l’ultima nel 2014 prima di Stramaccioni: domenica se lo ritroverà di fronte come nemico

    di Pietro Oleotto

    UDINE. C’eravamo tanto amati. Come in un film. Come Vittorio Gassman e Stefania Sandrelli in quel film. Domenica Gianpaolo Pozzo e Gigi Delneri – o Del Neri, per i tifosi oltre gli “anta” – saranno avversari: il paròn in tribuna a soffrire per un’Udinese in crisi e in cerca disperata di punti salvezza, il tecnico di Aquileia proteso in una disperata rimonta, una corsa ad handicap cominciata lo scorso primo dicembre, quando è subentrato ad Andrea Mandorlini sulla panchina dell’Hellas Verona, paralizzato sul fondo della classifica.

    Ora i gialloblù sono ancora ultimi, ma hanno accorciato il distacco, sono a soli due punti dal penultimo posto, a tre dal Frosinone, a nove dai bianconeri.

    Evitare la retrocessione resta ancora un’impresa da compiere, ma il tecnico di Aquileia confida non poco nella trasferta all’ombra dell’arco dei Rizzi per completare l’elettroshock sull’Hellas e cominciare davvero un nuovo campionato. Una prospettiva che l’Udinese teme, un’Udinese che deve vivere questo confronto diretto all’insegna del mors tua, vita mea. Insomma, chi vince domenica vivrà.

    Delneri per riuscire a centrare l’obiettivo si affiderà al cavallo di battaglia, a quel 4-4-2 che ipnotizzò il calcio italiano quando era sull’altra panchina di Verona, quella del Chievo, all’inizio del millennio. Un modulo che trae linfa vitale dalle gambe degli esterni alti, dalle percussioni sulle fasce. Gianpaolo Pozzo avrebbe voluto provarlo anche per la sua “creatura” ma i due non si sono mai incontrati. Questione di tempi.

    Quando l’Udinese cercava una stradareduce dalle esperienze di De Canio, Hodgson e Ventura, Delneri era saldamente alle redini dei Mussi gialloblù. Poi quando Spalletti salutò la truppa bianconera con la qualificazione Champions, Delneri era reduce da un’esperienza poco felice alla Roma, pronto per infilarsi nel “tunnel” di Palermo, al soldo del padre-padrone (e mangia-allenatori) Maurizio Zamparini.

     

    Quindi in rilancio del tecnico friulano sulla panchina dell’Atalanta, tra il 2007 e il 2009, quando Pozzo si era già affidato al calcio al Marsala di Pasquale Marino. E nel momento del cambio del 2010, del ritorno di Guidolin in Friuli per un ciclo d’oro, Delneri era l’uomo Champions della Samp.

    Ma l’Udinese e Delneri hanno avuto la possibilità di ritrovarsi alla fine di maggio del 2014, quando Pozzo confessò: «Scioglieremo il nodo allenatore a breve.

    Non nascondo la mia simpatia per Delneri, ma non è l’unico». Una dichiarazione di stima nei confronti del tecnico che tuttavia non servì per chiudere il flirt con un contratto. «L’Udinese mi cerca, ma senza convinzione», replicò Delneri qualche giorno dopo. E a Udine arrivò Stramaccioni.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    26 febbraio 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine