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    “Terre di Aquileia” a rischio denuncia

    Nuovo capitolo nella grana milionaria del sito internet oscurato. Un collaboratore chiede 51 mila euro: lunedì incontrerà i sindaci

    di Elisa Michellut

    TERZO D’AQUILEIA. Non c’è pace per il progetto “Terre di Aquileia”, costato un milione e 200 mila euro tra fondi europei, contributi regionali e contributi di sedici amministrazioni locali partner. Partito nel 2005, il progetto si è incagliato nel 2012 a causa del blackout del sito internet. Nel frattempo è iniziata una causa civile tra la Regione e le amministrazioni coinvolte.

    La Regione ritiene che 220 mila euro non siano stati spesi in modo coerente con il progetto. Il tribunale, in primo grado, ha dato ragione ai Comuni, ma la Regione ha presentato ricorso.

    E ora spunta una nuova grana. Federico Orso, storyteller & copywriter, vuole i soldi (circa 51 mila euro) che a suo dire gli spettano per essersi occupato dei testi pubblicati all’interno del sito web, costato circa 240 mila euro.

    Orso ha organizzato un incontro, con tutti i sindaci interessati, che si terrà lunedì, alle 18, all’hotel Patriarchi di Aquileia, proprio per spiegare i contorni della vicenda.

    «Mi sono aggiudicato il bando per il coordinamento del gruppo di lavoro – dice Orso – e la programmazione dell’attività di ricerca per la creazione dell’archivio territoriale del sito “Terre di Aquileia”. L’attività si è conclusa con la creazione di un archivio digitale e georeferenziato. É stato fatto un bando per la creazione del sito, vinto da una ditta di Bologna. Il presidente del progetto e il projet manager si sono accorti che si erano dimenticati di inserire nel bando i contenuti. Mi hanno chiesto una mano per la creazione dei testi e l’ho fatto chiedendo una contrattualizzazione, che mi è stata promessa. Ho prodotto oltre cento pagine. Nel frattempo il sito è stato oscurato».

    «Si prefigura il reato di appropriazione indebita. Il lavoro materiale che ho svolto ammonta a 51.260 euro» conclude.

    Michele Tibald, sindaco di Terzo (Comune capofila del progetto) risponde: «In merito alla rivendicazione di Orso, il Comune ha risposto ufficialmente, in una nota del direttore generale, evidenziando che Orso è stato regolarmente pagato con un impegno complessivo di 39.984 euro per incarichi formalmente affidati. Non risultano ulteriori incarichi».

    La lista di opposizione “Per Terzo”, intanto, fa sapere di essere intenzionata ad approfondire la vicenda, in particolare l’aspetto che riguarda i 140 mila euro che i Comuni coinvolti dovrebbero rimborsare a Terzo.

    TERZO D’AQUILEIA. Non c’è pace per il progetto “Terre di Aquileia”, costato un milione e 200 mila euro tra fondi europei, contributi regionali e contributi di sedici amministrazioni locali partner. Partito nel 2005, il progetto si è incagliato nel 2012 a causa del blackout del sito internet. Nel frattempo è iniziata una causa civile tra la Regione e le amministrazioni coinvolte.

    La Regione ritiene che 220 mila euro non siano stati spesi in modo coerente con il progetto. Il tribunale, in primo grado, ha dato ragione ai Comuni, ma la Regione ha presentato ricorso.

    E ora spunta una nuova grana. Federico Orso, storyteller & copywriter, vuole i soldi (circa 51 mila euro) che a suo dire gli spettano per essersi occupato dei testi pubblicati all’interno del sito web, costato circa 240 mila euro.

    Orso ha organizzato un incontro, con tutti i sindaci interessati, che si terrà lunedì, alle 18, all’hotel Patriarchi di Aquileia, proprio per spiegare i contorni della vicenda.

    «Mi sono aggiudicato il bando per il coordinamento del gruppo di lavoro – dice Orso – e la programmazione dell’attività di ricerca per la creazione dell’archivio territoriale del sito “Terre di Aquileia”. L’attività si è conclusa con la creazione di un archivio digitale e georeferenziato. É stato fatto un bando per la creazione del sito, vinto da una ditta di Bologna. Il presidente del progetto e il projet manager si sono accorti che si erano dimenticati di inserire nel bando i contenuti. Mi hanno chiesto una mano per la creazione dei testi e l’ho fatto chiedendo una contrattualizzazione, che mi è stata promessa. Ho prodotto oltre cento pagine. Nel frattempo il sito è stato oscurato».

    «Si prefigura il reato di appropriazione indebita. Il lavoro materiale che ho svolto ammonta a 51.260 euro» conclude.

    Michele Tibald, sindaco di Terzo (Comune capofila del progetto) risponde: «In merito alla rivendicazione di Orso, il Comune ha risposto ufficialmente, in una nota del direttore generale, evidenziando che Orso è stato regolarmente pagato con un impegno complessivo di 39.984 euro per incarichi formalmente affidati. Non risultano ulteriori incarichi».

    La lista di opposizione “Per Terzo”, intanto, fa sapere di essere intenzionata ad approfondire la vicenda, in particolare l’aspetto che riguarda i 140 mila euro che i Comuni coinvolti dovrebbero rimborsare a Terzo.

    31 gennaio 2015

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine