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    31/10/2014    
    20:30
    della Provincia di Udine   Carissimi e Carissime, sono ad anticiparvi che venerdì 31 ottobre 2014 alle ore 20.30 avremo a Udine, all'albergo Astoria (Piazza [...]
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    04/11/2014    
    20:30
          PD provinciale di Udine e                              PD unione comunale di Udine Carissimi e Carissime, siamo a invitarvi all'incontro aperto sulla riforma della Scuola [...]
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    20/11/2014 - 01/12/2014    
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    CALENDARIO DELLE MANIFESTAZIONI 2014 IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALPER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE e TDoR : Transgender Day of Remembrance organizzato da COMUNE [...]
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    Senza dirigenti, scuole nel caos

    Emergenza: mancano fino alle medie in quasi tutti i plessi. Problemi anche per i prof

    di Elisa Michellut

    CERVIGNANO. Emergenza scuola nella Bassa. A poco più di un mese dall’inizio delle lezioni, quasi tutte le sedi degli istituti comprensivi (asili, elementari e medie) sono senza dirigente. In alcune scuole mancano anche insegnanti.

    A questo si aggiunge il grave problema del dimensionamento, che riguarda l’Isis della Bassa (sei istituti superiori tra Cervignano, Palmanova e San Giorgio), dove gli iscritti hanno superato il numero massimo previsto. Entro il 2 ottobre, fa sapere il preside, Aldo Durì, la scuola dovrà presentare un piano di rientro per l’anno scolastico 2016-2017. Non è escluso che si decida di staccare Palmanova da Cervignano e San Giorgio. «Se ci impongono di restare sotto i 1.400 alunni – afferma Durì – saremo costretti a formalizzare il divorzio con Palmanova entro ottobre».

    Al momento, nella Bassa, la situazione presidi è critica. I comprensivi di Cervignano, Aquileia, Aiello, Codroipo, Latisana, Lestizza, Lignano, Mortegliano, Palazzolo, Palmanova, Rivignano e San Giorgio sono vacanti e saranno coperti da reggenti. Si salvano solo le scuole superiori (Cervignano, Latisana e Codroipo). Sul fronte degli insegnanti la situazione è altrettanto pesante. Ad Aquileia, alle elementari, mancano sedici maestre. A questa situazione di precarietà si aggiunge il problema del dimensionamento e quindi la capienza e l’adeguatezza degli istituti scolastici.

    «La Provincia – spiega il preside Durì – ha comunicato che la capienza prevista per il Malignani di Cervignano, anche in funzione della normativa antincendio e dell’agibilità, è di cinquecento studenti. Ho comunicato all’assessore che le presenze giornaliere, lo scorso anno, sono state, in media, 521. Se si chiude un occhio l’istituto può essere dichiarato agibile ma se si applica un criterio più rigoroso non lo è. Al liceo dovremo collocare la popolazione scolastica in eccesso nei locali di Muscoli, che il sindaco Savino si è impegnato a ristrutturare».

    Entro il 2 ottobre, la Provincia chiede di formalizzare le richieste in termini di diversificazione e ampliamento dell’offerta formativa. «Ripresenteremo domanda – annuncia Durì – per le sezioni staccate del liceo delle scienze umane e tecnologico, da attivare a Palmanova e San Giorgio. Le sezioni staccate non sono state rifiutate a priori dall’Ufficio scolastico e dalla giunta regionale. Hanno solo preso tempo in attesa di capire l’andamento dei numeri. Abbiamo elementi per poterla reiterare.

    Il problema è che le linee di indirizzo regionale sul dimensionamento prevedono millequattrocento iscritti come massimo per un istituto superiore. La Provincia ci invita a presentare un piano di rientro entro il 2 ottobre. Sforiamo di circa settanta studenti».

    Il preside conclude: «Formalizzerò la proposta di staccare Palmanova dal nostro istituto e di aggregarla ad un’altra scuola superiore. San Giorgio è una sezione dell’istituto

    tecnico tecnologico e non avrebbe senso separala da Cervignano. Palmanova, invece, concentra indirizzi di studio diversi e sente l’attrazione di Udine. Se mi impongono di restare sotto i 1.400 iscritti dovrò formalizzare il divorzio da Palmanova».

    12 agosto 2015

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine

     

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA