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      Domenica, 25 Gennaio, 2015 A Remanzacco: 70° anniversario dalla Liberazione dei Lager della Germania nazista e dall'Olocausto ORZANO DI REMANZACCO NEL 70° ANNIVERSARIO DALLA [...]
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    27/01/2015    
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    01/02/2015    
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    Il porto creava ricchezza rivivrà l’antico splendore

    La Fondazione: bisogna far partire i lavori per consolidare le strutture murarie Da ricreare le passerelle e i collegamenti che oggi risultano impraticabili

    AQUILEIA. In futuro, l’area del porto fluviale passerà in diritto d’uso dalla Soprintendenza alla Fondazione Aquileia, come previsto dall’atto costitutivo della Fondazione stessa. L’obiettivo è restituire al porto l’antico splendore. «E’ urgente – spiega il presidente della Fondazione Aquileia, Alviano Scarel – far partire un intervento di consolidamento delle strutture murarie e delle banchine in pietra d’Istria esposte alle intemperie da circa ottant’anni, ma soprattutto c’è bisogno di un restauro programmato per consentirci di mantenere inalterata la bellezza di questo complesso, quanto mai interessante per il ruolo che ha avuto nella storia dell’alto Adriatico, ma anche per le geniali soluzioni architettoniche che ancora conserva. Vanno anche ricreate tutte le passerelle e i collegamenti che già c’erano e che, da tempo, risultano impraticabili, in modo tale da permettere al visitatore di avvicinarsi in sicurezza ai resti. Sarà anche opportuno dotare la struttura di un nuovo apparato didattico, in grado di far comprendere ai tanti turisti e soprattutto agli studenti il ruolo che aveva il porto ad Aquileia, tutto questo anche grazie ai nuovi prodotti multimediali già realizzati dalla Fondazione». Scarel ricorda che si tratta di uno dei monumenti più importanti dell’antica colonia romana, uno dei principali di tutto il Mediterraneo. «Era il vero motore economico della città – spiega il presidente della Fondazione – in grado di assicurare floridezza economica e ricchezza di relazioni commerciali, culturali e umane tra i ricchi territori del Mediterraneo orientale e l’entroterra europeo. Quest’area archeologica è stata scavata dal grande archeologo aquileiese, Giovanni Battista Brusin, negli anni Trenta del secolo scorso. È stata messa in luce solo una parte dell’immensa struttura. Con la terra di riporto è stata realizzata l’attuale passeggiata archeologica, oggi costeggiata da due file di cipressi, molto frequentata dai turisti». Paola Ventura, direttrice del Museo archeologico nazionale di Aquileia, ricorda che, attualmente, la Soprintendenza sta effettuando, all’interno dell’area del porto e del Foro, vari interventi di restauro, conservazione e manutenzione. «Sono in corso lavori – fa sapere Ventura – nella parte occidentale del Foro romano, soprattutto per la conservazione dei materiali architettonici e decorati, ma anche per la parte delle lastre della platea che, a causa del freddo, sono a rischio. Per quanto riguarda il porto privilegiamo le aree aperte al pubblico. Si è appena concluso un intervento di ripristino del drenaggio, il che garantirà il deflusso dell’acqua nella canalizzazione tra la passeggiata e l’area delle botteghe. Si provvederà anche alla sistemazione della sponda. Abbiamo anche portato a termine interventi straordinari sulla vegetazione. A breve, sarà effettuata una verifica strutturale dell’ingresso nord e dell’architrave che fiancheggia la passeggiata. Infine, sostituiremo il bosso, danneggiato dai parassiti, lungo la via Sacra e nel giardino del museo».

    Elisa Michellut

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    17 dicembre 2014

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