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    I veterinari non lavorano e il piccolo capriolo muore

    Zampa tranciata dalla falciatrice, i vigili chiamano il numero della Provincia. Ma il servizio è sospeso il terzo fine settimana del mese

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA. Una scena straziante, una di quelle cui non si vorrebbe mai assistere. Un cucciolo di capriolo è morto dissanguato sotto gli occhi dei cittadini. Aveva una zampa tranciata, probabilmente da una falciatrice. Forse chi stava tagliando l’erba non si è accorto della presenza del cucciolo. Il fatto è accaduto lungo la regionale 352, ad Aquileia.

    L’intervento degli agenti della polizia municipale di Cervignano, coordinati dal comandante Monica Micolini, è stato tempestivo, ma non è bastato. I vigili urbani, allertati da alcuni residenti che hanno notato il capriolo agonizzante sul ciglio della strada, hanno provato più volte a contattare, come previsto in questi casi, il numero verde (800961969) del servizio risorse faunistiche e venatorie della Provincia di Udine ma, nonostante i ripetuti tentativi, nessuno ha risposto.

    L’unico ad intervenire è stato il dottor Pez, veterinario dell’Ass 5 Bassa friulana. Ha fatto il possibile per salvare la vita alla bestiola, ma non c’è stato nulla da fare. Il cucciolo è morto dissanguato. «Avevo le lacrime agli occhi – commenta un aquileiese -. Se una persona si trova davanti un animale selvatico ferito bisogna sperare che i responsabili siano in servizio? È una vergogna».

    La stessa cosa è accaduta in altre due occasioni nel mese di giugno. Lo scorso 2 giugno, gli agenti della municipale sono intervenuti per un tasso investito nella frazione di Scodovacca. Immediata la chiamata al servizio risorse faunistiche e venatorie della Provincia. Nessuna risposta. Qualche giorno dopo, in via Carnia, la municipale ha chiesto aiuto per un’anatra selvatica investita. Il telefono è squillato a lungo a vuoto. In servizio non c’era nessuno. Entrambi gli animali sono deceduti a causa delle ferite riportate.

    Sul posto, oltre alla polizia municipale, c’era solo il veterinario dell’Ass 5. Contattato, l’assessore provinciale Marco Quai spiega: «Il servizio è coperto da due dipendenti che stanno già facendo miracoli. Quello che è accaduto dispiace. Recentemente, in Prefettura, c’è stato un incontro con tutti gli enti competenti in materia. Abbiamo preso accordi anche con il direttore centrale del servizio veterinario regionale, Manlio Palei, per individuare un percorso finalizzato a risolvere questa situazione nei periodi in cui i dipendenti (un fine settimana al mese) non sono reperibili. In caso di animale selvatico ferito sarà possibile contattare il direttore della riserva di caccia competente per la zona. Il personale potrà intervenire sul posto sia per sopprimere la bestiola (se il veterinario lo riterrà indispensabile) sia per accompagnare l’animale nel più vicino centro di recupero gestito per conto della Provincia, che ne finanzia due (Campoformido e Malborghetto Valbruna)».

    21 giugno 2014

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/