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    Gli intellettuali si mobilitano: via le auto dal foro romano di Aquileia

    Oltre trecento firme in una settimana contro la regionale 352 che taglia a metà Aquileia. E i promotori chiedono anche al Messaggero Veneto di sostenere la battaglia

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA. Oltre 300 firme in una settimana. Intellettuali, sportivi e politici scendono in campo per ridare vita al foro romano di Aquileia. Torna di attualità infatti il problema della strada regionale 352, che divide a metà la zona archeologica del foro aquileiese.

    La Società friulana di archeologia e l’associazione culturale Anfora hanno fatto partire una raccolta di firme, che sarà inviata al sindaco, alla presidente della Regione e al ministro per i Beni culturali. Ieri sera, i moduli sono stati spediti anche al noto vignettista Francesco Tullio Altan, a Philippe Daverio, critico d’arte e conduttore televisivo, al critico d’arte Vittorio Sgarbi e allo scrittore Paolo Maurensig.

    Nei giorni scorsi, la petizione è stata inviata, con richiesta di firma, anche al direttore del Messaggero Veneto, Tommaso Cerno. «Speriamo che anche il direttore Cerno – commenta il presidente dell’associazione Anfora, Carmelo Contin – ci sostenga in questa “battaglia”. Il suo sarebbe un aiuto prezioso». E dal direttore del Messaggero Veneto, anche se per ora solo informalmente, è giunta una prima conferma al sostegno per questa battaglia.

    Per il momento hanno già firmato – tra gli altri – il pittore Sergio Altieri, lo storico Ferruccio Tassin, lo scultore Robin Soave, il musicista Claudio Cojaniz, l’ex allenatore Enzo Ferrari e, tra i politici, Renzo Travanut. «I moduli per la raccolta firme – fa sapere Contin – sono stati spediti anche alle facoltà di archeologia delle università italiane. Li abbiamo inviati anche in Turchia e in Romania.

    Abbiamo in programma un incontro con i vertici della Fondazione Aquileia e vogliamo coinvolgere la Soprintendenza. C’è un amore straordinario nei confronti di Aquileia. Chi ha firmato lo ha fatto con l’obiettivo di vedere crescere ulteriormente questa meravigliosa cittadina, che ha tanto da offrire».

    Tramite la petizione si chiede la chiusura del tratto di strada, la 352, che attraversa il Foro romano. Il continuo passaggio di automobili e mezzi pesanti minaccia da tempo la stabilità del segmento stradale ed è considerato la principale fonte di inquinamento per i resti archeologici.

    «Tra i tesori archeologici, culturali, religiosi e ambientali presenti ad Aquileia – sottolinea lo storico Maurizio Buora, che fa parte della Società friulana di archeologia – i reperti del foro romano rappresentano un patrimonio inalienabile del luogo simbolo della civiltà dell’antica capitale romana. Chiediamo alle istituzioni e agli enti competenti di ridare nuova vita al foro.

    È necessario completare il programma di scavo, liberandolo dall’attuale regionale 352. Chiediamo anche la trasformazione di questa zona in un “monumento attivo” e aperto per lo svolgimento di manifestazioni artistiche e culturali».

    19 marzo 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine