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    «È il momento di voltar pagina tra Aquileia e Sovrintendenza»

    Il sindaco Spanghero risponde al responsabile regionale delle Belle arti, Azzollini «Nel passato troppe aree dimenticate o trascurate: l’approccio va cambiato»

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA. Il clima è teso. Botta e risposta tra Comune e Soprintendenza dopo lo stop ai saggi archeologici in via XXIV Maggio. Il sindaco, Gabriele Spanghero, replica alle dichiarazioni del Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg, Corrado Azzollini, che ha inviato ai cittadini una lettere aperta, pubblicata ieri dal Messaggero Veneto.

    «Trovo inusuale – sottolinea il sindaco – che un funzionario pubblico scriva una lettera aperta ai cittadini. Deve forse giustificare qualcosa? Ritengo apprezzabile l’iniziativa se va nella direzione in cui intendo leggerla, cioè come volontà di aprire e migliorare un dialogo da parte di un ente che, nel passato, è stato un po’ troppo invasivo con Aquileia, con modalità “padronali”. Gli espropri, le demolizioni di case, l’acquisizione di immobili, gli interventi mai finiti su strutture senza valorizzarle, e qui l’elenco agli aquileiesi non serve farlo, hanno generato una stanchezza ancora presente».

    Il primo cittadino non risparmia una spallata: «Non mi piace e non posso condividere quel richiamo all’orgoglio di essere aquileiesi, a quella consapevolezza che, forse qualcuno non se ne è accorto, già esiste nei cittadini e nelle istituzioni. L’opera di riqualificazione di via XXIV Maggio è finalizzata a garantire servizi pubblici ai cittadini e ai turisti, in prospettiva della valorizzazione futura delle Grandi Terme e del Sepolcreto. Tutti sanno e sapevano dell’angolo sud delle Grandi Terme sulla base di studi e pubblicazioni note. In un incontro richiesto alla Soprintendenza, a Trieste, successivo al passaggio in commissione lavori pubblici, si era concordato dove effettuare i saggi geo-referenziati, evitando sprechi e disagi».

    Spanghero fa il punto in merito al problema che ha scatenato il “caso”. «Il percorso è stato bloccato quando si è trovato quanto cercato. L’intenzione era di proseguire con ulteriori indagini chiedendo la chiusura della strada o realizzando un “ponte” provvisorio con uno spreco ingente di risorse. Tutto questo ha generato una dilazione dei tempi. L’amministrazione si è detta contraria, nonostante l’apprezzamento manifestato per l’importante ritrovamento. Ogni opera comporta disagi, ma se improvvisati non sono ben accetti».

    «Diverso è l’approccio quando sono programmati e indirizzati a qualcosa di certo – rimarca Spanghero – . Non ci si può dimenticare delle opere incompiute presenti (ex essiccatoio nord), o dei palazzi chiusi da quindici anni ridotti a deposito di reperti (palazzo Brunner), o delle aree all’aperto trascurate». Il sindaco conclude: «Il passato rappresenta un fardello che, con un cambio di approccio, può essere sorpassato. A questo l’amministrazione era ed è disponibile e credo anche gran parte degli aquileiesi. Forse una nuova via si sta tracciando e noi saremo disponibili e attenti affinché sia la più retta possibile, consci dell’importanza di essere un sito Unesco».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    01 dicembre 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine