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    Comitato Grado-Aquileia per recuperare l’ex stazione

    Proposta dell’ad della Git, Bigot: «Facciamo sinergia e puntiamo a valorizzare l’edificio storico di Belvedere per destinarlo come riferimento e servizi turistici»

    di Antonio Boemo

    GRADO. Un comitato misto Grado-Aquileia per acquisire la storica ex stazione ferroviaria di Belvedere – scalo per Grado – per trasformarla in un contenitore e punto di riferimento di interesse e servizi turistici. È la proposta lanciata dall’amministratore delegato della Git, Mauro Bigot. «La Git – afferma – si fa promotrice di un comitato di cui dovrebbero far parte i Comuni di Grado e Aquileia, nonché il Consorzio Grado Turismo, Promoturismo Fvg e la stessa socità».

    Partendo da questa proposta che potrebbe una volta per tutte dare risposta a una delle indecenze intese come edifici anche di importanza storica letteralmente abbandonati, che ancora si trovano nei vari territori, Bigot specifica anche quali compiti potrebbe avere il Comitato. «Il Comitato – dice – non deve necessariamente reperire fondi per un eventuale acquisto poiché il manufatto, nelle condizioni attuali, ha solo valore storico. Deve invece essere utile a superare gli iter burocratici che inevitabilmente ci saranno e costituire una controparte credibile a Ferrovie dello Stato».

    Tuttavia, precisa Bigot, il primo scoglio è l’acquisizione del possesso, meglio un affitto a lunghissimo periodo in cambio della ristrutturazione, poi il reperimento dei fondi per la ristrutturazione che sarà sicuramente molto dispendiosa viste le condizioni del manufatto. «Non sarà un passaggio facile, ma vista l’importanza del luogo e del servizio reso potrebbe risultare più agevole del previsto».

    È già stato evidenziato lo stato di abbandono e incuria in cui versa, ormai da anni, la stazione ferroviaria di Belvedere. Era il capolinea dei trasporti ferroviari che partendo dalla lontana capitale dell’Impero, Vienna, portava i turisti fino a Grado, la spiaggia adriatica che fin dalla metà dell’800 costituiva il più vicino approdo balneare per i primi vacanzieri. A Belvedere c’era il pontile per l’imbarco sui vaporetti che portavano a Grado. La ferrovia è stata inizialmente di proprietà delle linee ferroviarie austriache, ma dopo la Prima guerra mondiale venne espropriata dall’amministrazione italiana. L’edificio e l’area circostante (in precedenza anche il sedime dove correvano i binari oggi trasformato in ciclabile che da Belvedere porta ad Aquileia e che è oggi di proprietà della Provincia di Udine) sono delle Ferrovie attraverso alcune delle sue società. L’ex stazione langue inutilizzata da decenni e la mancata manutenzione ha lasciato visibili conseguenze, dalla rottura del tetto all’infestazione di piante rampicanti. Molti, ricorda ancora Bigot, sono stati negli anni i progetti e le idee di recupero, da appoggio ai ciclisti all’allestimento di uffici turistici ma per un verso o per l’altro (probabilmente solo per l’esosità delle richieste delle Ferrovie) non si è mai fatto nulla. La posizione rende importante questo immobile che potrebbe essere destinato a servizi a favore del turismo. «La proprietà, oggi Ferrovie dello Stato – spiega Bigot -, pare disinteressarsi del tutto dell’immobile e in questa fase di ristrutturazione della società potrebbe anche ritrovare interesse in un nuovo utilizzo anche a favore di terzi. È un percorso da iniziare e che associazioni turistiche ed enti pubblici potrebbero far proprio in una sinergia di intenti mirata a un utilizzo a favore del turismo».

     

    @anboemo

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    04 maggio 2016

    http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste