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    Cimitero degli eroi chiuso e i turisti restano delusi

    Aquileia: non è stata trovata ancora una soluzione e le proteste aumentano. C’è poi il problema dei bagni pubblici. Bar presi d’assalto e i gestori si lamentano

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA. E’ passato quasi un mese ma la riapertura del cimitero degli eroi di Aquileia appare una chimera. Le proteste continuano, i cittadini chiedono a gran voce un intervento per sbloccare la situazione.

    Numerosi turisti, nel fine settimana appena trascorso, hanno sollevato anche il problema dei bagni pubblici, chiusi dal Comune per evitare che le tubature ghiaccino. Inevitabili le lamentele da parte di alcuni gestori di locali pubblici.

    Il 2016, nella città romana, si apre con una nuova tegola. Come detto, il cimitero degli eroi resta chiuso per motivi di sicurezza.

    Lo scorso mese di dicembre, un cipresso, a causa di un colpo di vento, cadendo si era appoggiato sul complesso basilicale. Da quel giorno il cancello è inesorabilmente chiuso.

    Un fatto analogo si era già verificato lo scorso anno, a febbraio. Il sito, di cui è proprietaria l’Arcidiocesi di Gorizia con la gestione di Onorcaduti, era stato riaperto solo due mesi fa. In questi giorni, tanti turisti stanno raggiungendo la città romana per ammirare la mostra “Il Bardo ad Aquileia”, realizzata dalla Fondazione in collaborazione con altri enti.

    Non mancano le proteste da parte di chi avrebbe voluto visitare anche il cimitero degli eroi. L’amministrazione ricorda di aver più volte sollecitato la risoluzione del problema.

    «Serve uno sforzo collettivo – commenta il vicesindaco, Luisa Contin -. Bisogna sedersi attorno ad un tavolo e vedere che cosa possono fare i vari enti. I fondi per la manutenzione ordinaria sono drasticamente diminuiti. Ognuno deve fare uno sforzo. Si potrebbe coinvolgere le associazioni per quanto concerne la manutenzione ordinaria. Per quanto riguarda i cipressi va detto che sono tutelati dalla Soprintendenza, per intervenire ci vuole un’autorizzazione. Dobbiamo ragionare assieme su come uscire da questa situazione».

    C’è poi il problema dei bagni pubblici. Lo scorso fine settimana, una comitiva di turisti toscani sono stati costretti ad approfittare dei servizi igienici dei locali della zona.

    «Sabato sono arrivate tre corriere di toscani, su 100 persone hanno consumato in 20 – conferma Gianluigi Basandella, titolare del bar Cjapitul -. Ad un certo punto ho dovuto chiudere il bagno delle signore. Per migliorare il futuro della cittadina, il problema dei servizi igienici va risolto».

    Il Comune di Aquileia, per bocca del vicesindaco Contin, fa notare: «Tenere aperti i bagni pubblici durante l’inverno è un costo e c’è il rischio che le tubature ghiaccino. Ad ogni modo valuteremo il da farsi».

    05 gennaio 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine