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Cimitero degli eroi ancora chiuso Provincia e Fiamma non ci stanno

AQUILEIA. Si fa sempre più calda la polemica per la prolungata chiusura del cimitero degli eroi di Aquileia, interdetto al pubblico dopo più di un mese a causa di un grande cipresso che, a seguito di un colpo di vento, si è appoggiato sul complesso della basilica.

Qualche giorno fa, il sindaco della città romana, Gabriele Spanghero, aveva annunciato di aver aperto un dialogo istituzionale con la Regione e con la struttura di missione del Governo per le celebrazioni della Grande Guerra. «Prossimamente – aveva anticipato il primo cittadino – ci saranno ulteriori incontri per affrontare la problematica del sito nel suo complesso, al fine di restituirgli la dignità e il decoro necessario. Per quanto attiene il problema contingente del cipresso è partito l’iter per la sua rimozione, grazie alla disponibilità e collaborazione messa in campo anche dalla Fondazione Aquileia».

La soluzione intrapresa non convince però il vicepresidente della Provincia, Franco Mattiussi, che sollecita la riapertura del cimitero. «Bisognerebbe informare il sindaco – sbotta Mattiussi – che è nelle sue prerogative tutelare la pubblica incolumità e che questo si può attuare anche con atti straordinari come emettere ordinanze. Ciò permetterebbe di intervenire immediatamente con provvedimenti di somma urgenza, tali da autorizzare il sindaco a prelevare i soldi dal fondo di riserva. Si tratta di pochi euro. Basta la volontà unita alla capacità e conoscenza amministrativa. Non bisogna aspettare sempre gli altri».

Nel dibattito si inserisce anche il segretario di Fiamma Nazionale per Cervignano e Aquileia, Igor Trucco, che si dice disposto a intervenire in prima persona per risolvere il problema. «Sono basito – commenta – . Una situazione davvero difficile da comprendere. Un cipresso pericolante non può essere la causa principale della chiusura del cimitero degli eroi. Una vergogna che offende la memoria italiana, peraltro a poca distanza dalle celebrazioni del centenario della Grande Guerra. Il cimitero   degli eroi è un luogo simbolico. Vogliamo sottolineare con fermezza che non possiamo tollerare questo scempio. Invitiamo chi di dovere a provvedere. In caso contrario ci attrezzeremo noi con tutti i mezzi necessari a far riaprire questo sito dal valore culturale e morale inestimabile». (e.m.)

26 gennaio 2016

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