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    Cigno muore di aviaria, è il quarto caso in Fvg

    AQUILEIA. Salgono a quattro, in regione, i casi di influenza aviaria e c’è preoccupazione per due focolai in Veneto. Un cigno reale è stato trovato morto ad Aquileia. In un allevamento industriale in località Giare di Mira (Venezia) e in un allevamento tra Piove di Sacco e Campagna Lupia sono invece 43.500 i tacchini che saranno abbattuti e inceneriti.

    In Fvg scattano le ordinanze (oggi già operative nei Comuni di Fiumicello, Aquileia, Grado, San Canzian d’Isonzo, Staranzano e Cervignano) anche nei Comuni di Ruda, Villa Vicentina e Terzo. L’azienda sanitaria ha alzato il livello di guardia.

    L’ultimo caso, come detto, si è verificato, nei giorni scorsi, ad Aquileia, alle foci del fiume Natissa, dove è stato trovato morto un cigno reale. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova, sede del Centro di referenza nazionale, ha confermato che si tratta di virus influenzale tipo A, sottotipo H5N5.

    Nei giorni scorsi, una canapiglia, anseriforme della famiglia degli Anatidi, era stata trovata morta nella laguna, verso Monfalcone.

    Gli altri due animali affetti da aviaria, due fischioni selvatici, erano stati rinvenuti, lo scorso mese di dicembre, nella valle Artalina, di proprietà del Comune di Grado ma in concessione alla Cooperativa pescatori. Anche in questo caso le analisi avevano confermato che si tratta di virus ad alta patogenicità. Tra gli allevatori c’è preoccupazione.

    La polizia municipale di Cervignano fa sapere che saranno intensificati i controlli. «Nei prossimi giorni – conferma la comandante, Monica Micolini – la polizia locale effettuerà sopralluoghi all’interno degli allevamenti avicoli per informare gli allevatori in merito ai contenuti delle ordinanze, pubblicate all’albo pretorio dei Comuni interessati».

    Come detto, si allarga la lista dei Comuni che, su indicazione della Direzione della struttura complessa di sanità pubblica veterinaria dell’Aas 2 Bassa friulana Isontina, hanno emesso un’ordinanza in base alle quale nelle aziende avicole commerciali e rurali devono essere adottate misure di biosicurezza al fine di evitare i contatti tra volatili domestici e selvatici.

    «Confermo che c’è stato un nuovo caso alle foci del Natissa – dichiara Francesco Lovaria, direttore della Sanità pubblica veterinaria dell’Aas 2 Bassa friulana Isontina, che sta seguendo in prima persona l’emergenza -. Le ordinanze sono state estese anche ad altri Comuni.

    Alla luce dei focolai che si sono verificati in Veneto ho ritenuto opportuno preparare un’informativa per i nostri allevamenti, per raccomandare la massima allerta.

    Se il virus entra all’interno degli allevamenti industriali significa che c’è stato qualche errore nella prevenzione e scarsa attenzione per quanto concerne la disinfezione e gli aspetti sanitari. Quello che preoccupa di questo virus è l’alta patogenicità. La mortalità è molto elevata».

    25 gennaio 2017

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine