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    Aviaria, controlli in cinque comuni

    Dopo la scoperta del virus in un’anatra a Grado, misure di sicurezza nelle aziende nel raggio di 10 km

    di Elisa Michellut

    FIUMICELLO. Scattano le ordinanze in 5 Comuni della Bassa e dell’Isontino dopo che, qualche giorno fa, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova, sede del Centro di referenza nazionale per l’aviaria, ha confermato una positività per virus influenzale tipo A, sottotipo H5N5.

    Il virus è stato rinvenuto in alcuni organi prelevati da un fischione selvatico – una specie simile alle anatre – trovato morto a Grado, nella valle Artalina, di proprietà del Comune ma in concessione alla Cooperativa pescatori. Le analisi hanno confermato che si tratta di virus ad alta patogenicità. I Comuni che si trovano nel raggio di 10 chilometri dall’area interessata (Fiumicello, Aquileia, Grado, San Canzian d’Isonzo e Staranzano), su indicazione della Direzione della struttura complessa di sanità pubblica veterinaria dell’Aas 2 Bassa friulana-Isontina, hanno emesso un’ordinanza in base alle quale nelle aziende avicole commerciali e rurali devono essere adottate misure di biosicurezza al fine di evitare i contatti tra volatili domestici e selvatici.

    Il pollame domestico e tutti gli altri volatili in cattività devono essere trasferiti all’interno dell’azienda, senza possibilità di accedere all’aperto. Pollame e volatili, inoltre, devono essere alimentati e abbeverati in ambiente chiuso e non devono essere abbeverati con acqua proveniente da serbatoi di superfici cui abbiano accesso i selvatici.

     

    Infine, i serbatoi di acqua all’aperto devono essere protetti dall’accesso di uccelli acquatici selvatici. In questo periodo di grande migrazione, soprattutto dai paesi del Nord Europa, migliaia di uccelli arrivano alla riserva dell’Isola della Cona fino a Grado. Almeno 2 mila sono fischioni.

    Dopo il ritrovamento, sono state impartite ulteriori misure di controllo che prevedono la sospensione della deroga al divieto di utilizzo nell’attività venatoria nazionale dei richiami vivi appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi su tutto il territorio nazionale. Francesco Lovaria, direttore della Sanità pubblica veterinaria dell’Aas 2 Bassa friulana-Isontina, fa il punto della situazione.

    «Il documento – evidenzia – richiama una precedente ordinanza del Ministero, mai abrogata, sulle misure di biosicurezza nelle zone umide. I servizi veterinari stanno controllando tutti gli allevamenti, industriali e rurali. Per il momento la situazione è sotto controllo ma ovviamente il monitoraggio è costante. In molti Stati europei, ci sono focolai di aviaria anche negli allevamenti domestici. Il Ministero ci tiene costantemente aggiornati. La nostra non è una regione con un’alta densità di allevamenti tale da creare un rischio grave ma non per questo dobbiamo abbassare la guardia».

    Lovaria aggiunge: «Oggi ci sono sistemi di sorveglianza che ci consentono di intercettare la circolazione del virus prima ancora che faccia danni agli allevamenti. Rispetto al passato questo ci permette di fare prevenzione. L’Istituto Zooprofilattico è un’eccellenza del nostro sistema, che è efficace ed efficiente. Il fatto che il fischione sia stato individuato ne è la prova».

    05 gennaio 2017

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine