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    Aquileia, scolaresca in gita trova cancelli chiusi ovunque

    La visita era stata organizzata dall’Isis Bassa friulana con il progetto Erasmus. Il rammarico del dirigente: «Inaccessibili Battistero, Sud Halle e fondo Pasqualis»

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA. Una visita ad Aquileia organizzata con il progetto Erasmus si è trasformata in una giornata da dimenticare per una comitiva formata da 50 persone, tra studenti e insegnanti.

    Avevano raggiunto la città romana, per ammirarla in ogni suo angolo, ma hanno dovuto cambiare programma. La ragione? Hanno trovato quasi tutto chiuso.

    È successo lunedì pomeriggio. Il dirigente scolastico dell’Isis Bassa friulana, Aldo Durì, aveva accompagnato nella visita una comitiva di cinquanta persone, nell’ambito del progetto Erasmus “Insegnare la guerra, educare alla pace”.

    «C’erano docenti e studenti dell’università di Bordeaux, del liceo “Bernard Palissy” di Agen, del ginnasio di Capodistria e della Marienschule di Münster – racconta il preside –. Assieme agli studenti dell’Isis volevamo visitare Aquileia e scoprire le bellezze del patrimonio artistico e culturale del nostro territorio».

    Il tour è cominciato da piazza Capitolo. «Abbiamo potuto ammirare i bellissimi mosaici della Basilica: straordinari. Poi – spiega – sono iniziate le brutte sorprese. Tanto per cominciare abbiamo dovuto pagare il biglietto cumulativo ridotto, che consente la visita al Battistero e Sud Halle, alle due cripte e al campanile, con denaro contante in quanto il Pos non esiste.

    Certo, questo non agevola i turisti. Purtroppo il Battistero era chiuso, anche se non abbiamo capito il motivo. Niente Battistero e niente Sud Halle. Le due cripte – continua – sono in fase di restauro e quindi non è stato possibile apprezzarle nella loro completezza. Non si vedeva nulla. Forse sarebbe stato meglio avvertire i visitatori. Niente da fare neppure per il campanile, inaccessibile. Non abbiamo potuto vedere neanche il cimitero degli eroi, ancora chiuso per motivi di sicurezza».

    La comitiva si è diretta al fondo Pasqualis ma hanno trovato i cancelli chiusi. «Erano passate da poco le 16 – spiega il preside –, avevamo davanti ancora due ore di luce: eppure i cancelli erano già stati chiusi, come da orario invernale. Per fortuna siamo riusciti a percorrere la passeggiata lungo il porto fluviale e ad accedere al Foro romano.

    Ultima tappa, il Museo archeologico nazionale, che ogni lunedì è inesorabilmente chiuso. I nostri ospiti sono tornati a casa con un ricordo indimenticabile dei mosaici della Basilica – conclude –, ma nessuno ha potuto fare a meno di constatare l’inefficienza con cui viene gestita una delle più belle aree archeologiche d’Italia. L’orgoglio ha lasciato subito il posto alla vergogna. Una cosa è certa: in queste condizioni non porterò più una scolaresca a visitare Aquileia».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    10 marzo 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine