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    04/04/2014    
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    06 Apr
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    14/04/2014    
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    22/04/2014    
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    S.Martino di Terzo d’Aquileia

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    Anche dalla Cabossa segnali positivi: «Godiamoci il 2016»

    In centinaia ieri sera ad Aquileia per il tradizionale falò Per la gioia dei più piccoli la befana è arrivata dal Natissa

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA. Anche la Cabossa di Aquileia prevede un anno positivo per la Bassa. Il fumo del grande falò epifanico si è diretto verso levante.

    Ieri, centinaia di persone hanno affollato la cittadina friulana in occasione della tradizionale “Festa della Cabossa”, uno degli appuntamenti più attesi sul territorio. Organizzata dalla sezione aquileiese dell’Associazione donatori organi, in collaborazione con l’amministrazione comunale, i gruppi storici X Regio Aquileia, VIIII Legio e Aes Torkoi e altri sodalizi, l’edizione 2016 ha preso il via al mattino con l’apertura del castrum romano, del mercato degli hobbisti e del “Chiosco della solidarietà”, il cui ricavato andrà alla Croce Verde Basso Friuli di Cervignano. Successo per il “Moto incontro”, promosso dal moto club Morena.

    Nel pomeriggio, adulti e bambini hanno potuto assistere all’arrivo, nel piazzale Terminal, dei carri allegorici con la musica itinerante del “Gruppo Fisarmonicisti” di Fiumicello.

    Le befane hanno raggiunto Aquileia dal fiume Natissa, a bordo di alcune barche messe a disposizione dalla “Nautisette”. In piazza Monastero, invece, in tanti hanno assistito al raduno dei vespisti “Snoopy & Friends”. Applauditissima l’esibizione dell’associazione culturale San Paolino di Aquileia. Al termine dei saluti istituzionali e dopo l’estrazione della lotteria è stata accesa la grande Cabossa. Grazie al lavoro dei carabinieri, della polizia municipale e dei volontari della Protezione civile non ci sono stati incidenti. Soddisfatto il sindaco, Gabriele Spanghero. «L’amministrazione comunale plaude a questa iniziativa organizzata dall’Ado – le sue parole –. Il Comune ha fornito un sostegno logistico con propri mezzi e attrezzature. È un momento di incontro per la comunità, un evento che consente di tramandare questa tradizione popolare. Fortunatamente i nostri auspici si sono avverati: il fumo è andato nella direzione giusta, per un 2016 migliore rispetto all’anno appena passato».

    Il nome Cabossa è stato tramandato dagli agricoltori delle antiche terre dell’agro aquileiese, che chiamavano così il falò d’inizio anno.

    La sua origine si perde nella storia millenaria di Aquileia, ma si rifà sicuramente al culto di Beleno, l’antica divinità proto-celtica della luce e del fuoco che conservò fino al VI sec dopo Cristo una grande importanza. Sembra che questa usanza derivi da riti purificatori e propiziatori diffusi in epoca pre-cristiana.

    I Celti, per esempio, accendevano dei fuochi per ingraziarsi la divinità relativa e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato e leggevano nei suoi fumi auspici per il futuro. Lo stesso fumo che ancora oggi, in tutta la regione, chi il 5 chi il 6 gennaio, si continua a leggere sperando in un futuro migliore.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    07 gennaio 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine