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230 biciclette per i cicloturisti nella «Terra dei Patriarchi»

La Provincia le ha date in comodato gratuito a ristoranti, hotel, agriturismi e bed&breakfast

La consegna delle bici della Terra dei Patriarchi

Le biciclette della Terra dei Patriarchi sono dotate anche di seggiolino per bambini

29.02.2016   La Provincia di Udine continua a investire nel turismo sulle due ruote. Un investimento a 360 gradi visto che, oltre alla realizzazione di alcuni tratti di piste ciclabili, al posizionamento della cartellonistica, alla definizione di nuovi itinerari e alla promozione mediante road book e sito internet, al lancio di un club di prodotto dedicato (l’adesione è gratuita), ha acquistato 230 biciclette (spesa di oltre 53 mila euro per 122 city bike e 108 mountain bike; aggiudicataria dell’appalto la ditta Cussigh Bike) per metterle a disposizione – in comodato d’uso gratuito per 5 anni – agli operatori turistici che così possono offrire ai loro ospiti un servizio in più. Ecco la nuova iniziativa messa in campo da palazzo Belgrado per sostenere gli aderenti al club di prodotto «Il cicloturismo nella Terra dei Patriarchi»: si tratta di ristoranti, agriturismi, bed&breakfast e alberghi cui sono state assegnate due biciclette ciascuno (city bike o mountain bike a seconda della collocazione della struttura) complete di lucchetti e provviste di seggiolini per il trasporto dei più piccoli.

Oggi – lunedì 29 febbraio – ad Aquileia la cerimonia di consegna da parte del presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini insieme al vice con delega al turismo Franco Mattiussi a un gruppo di operatori turistici rappresentativi dell’intera provincia. Presente anche il sindaco Gabriele Spanghero. Testimonial d’eccezione, presente in veste di operatrice turistica (è titolare insieme al marito Fabio di un bed&breakfast a Rivo di Paluzza, risultato di un restauro di una casa carnica), la campionessa olimpica Manuela Di Centa che ha elogiato l’iniziativa della Provincia poiché volta a far conoscere e andare alla ricerca dell’identità del territorio, invitando alla scoperta lenta degli aspetti più autentici di questa terra. Nella sua veste di operatrice, Manuela Di Centa ha inteso dare accoglienza e ospitalità nella semplicità della sua casa ai turisti che scelgono di venire a conoscere la Carnia e di trascorrere in modo particolare qualche momento di relax nell’arco delle proprie vacanze. Una scelta affrontata dalla Di Centa in virtù di un forte attaccamento alle radici, ma anche dalla volontà di aprire la sua casa e far conoscere la sua terra, la sua realtà quasi a voler ricambiare l’ospitalità di tante famiglie incontrate in tante città del mondo in occasione dei suoi impegni sportivi e di lavoro.

“Palazzo Belgrado conferma il suo impegno nei confronti di un segmento del mercato turistico in forte ascesa sul quale ha deciso di puntare ormai da diversi anni con varie iniziative (impiegando anche finanziamenti europei, fondi regionali oltre a importanti risorse proprie), culminate nel progetto “Terra dei Patriarchi”. Per primi abbiamo investito in questo settore – ha tenuto a precisare Mattiussi -, fin dal 2008, dall’insediamento della Giunta Fontanini. Abbiamo valorizzato il comparto con la realizzazione del primo road book sulla Ciclovia Alpe Adria nonché definito (insieme alla Fiab Fvg) 13 nuovi itinerari cicloturistici per complessivi nuovi 1300 chilometri di tour destinati alle due ruote. E lanciato anche il club di prodotto dedicato al cicloturismo (oltre un centinaio gli iscritti) raccolto in un portale dedicato con indubbi vantaggi per gli operatori a partire dell’adesione gratuita, alla georeferenziazione sulle mappe turistiche digitalizzate dei percorsi ciclabili, visualizzabili sul sito delle Terre dei Patriarchi e di Turismo FVG. La proposta delle bici per gli operatori del club di prodotto arricchisce ulteriormente questo percorso. L’iniziativa ha registrato una massiccia adesione a conferma di una sinergia importante e strategica per valorizzare un’offerta turistica di qualità che attrae un numero crescente di cicloturisti stranieri come meta delle loro vacanze”.

http://www.lavitacattolica.it/