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    Serracchiani: “Italicum, discutiamone ma alla fine ci sia un vincitore certo”

    Il vicesegretario del Pd difende la riforma della legge elettorale e lancia la palla nel campo delle opposizioni: “Spetta a loro trovare una condivisione ampia su una proposta alternativa, noi disponibili a ragionare”

    di ANDREA CARUGATI                                                                                                     21 luglio 2016

    Serracchiani: "Italicum, discutiamone ma alla fine ci sia un vincitore certo"

    Debora Serracchiani

    ROMA – “L’Italicum garantisce che la sera delle elezioni si sappia chi ha vinto. Il punto per noi irrinunciabile è il principio di avere un vincitore certo. Se qualcuno proporrà un metodo alternativo per centrare lo stesso obiettivo, lo ascolteremo”. Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd e presidente del Friuli, difende l’Italicum anche dal “suggerimento pesante” arrivato dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E lancia la palla nel campo delle opposizioni: “Spetta a loro trovare una condivisione ampia su una proposta alternativa. Il Pd è disponibile a ragionare”.

    Napolitano suggerisce a Renzi di prendere l’iniziativa, non come premier ma come leader del Pd.
    “Dal presidente Napolitano, al momento della sua rielezione nel 2013, abbiamo ricevuto un mandato molto chiaro sulle riforme istituzionali: come Pd abbiamo risposto coi fatti, con una riforma della Costituzione e una legge elettorale, l’Italicum, che nella sua versione finale è frutto di una collaborazione parlamentare ampia e risponde ai tre criteri guida che ci siamo dati all’inizio della discussione: governabilità, stabilità e rappresentanza “.

    Vede segnali di una condivisione larga tra le altre forze politiche?
    “Non direi. Il M5S dice di essere disponibile a ragionare solo sulla propria proposta, il Democratellum; Forza Italia sostiene con Brunetta che non si può discutere fino al referendum d’autunno. Leggo di ipotesi che prevedono i collegi uninominali, di sistema francese e greco. Tutte legittime, per carità. Ma mi pare che non ci siano i numeri”.

    Infatti l’ex inquilino del Colle vi esorta a prendere l’iniziativa come avete fatto a inizio 2014 .
    “Se ci saranno ipotesi concrete e realizzabili, fermi i principi che ho ricordato, non ci tireremo indietro”.

    I maligni sostengono che adesso il Pd voglia disfarsi di una legge che potrebbe favorire il M5s, come a Roma e Torino…
    “Non abbiamo nessuna paura di votare con l’Italicum, e infatti non stiamo proponendo alcuna modifica. E poi il movimento di Grillo ha sempre criticato duramente questa legge. Hanno forse cambiato idea?”.

    Eppure si coglie un “prima” e un “dopo” rispetto alle comunali. Un Pd meno muscolare…
    “Per noi il filo rosso resta sempre quello del sindaco d’Italia, che Renzi ha da tempo indicato come il più efficace, nei Comuni e a livello nazionale”.

    Il Mattarellum può essere una strada percorribile?
    “È un contributo utile, come altri. Noto un punto di debolezza rispetto alla capacità di garantire la certezza di un vincitore la sera delle elezioni”.

    La minoranza dem sostiene che occorra fare come in Germania o Spagna, dove il vincitore non ha automaticamente la maggioranza dei seggi.
    “Devo ricordare qual è la situazione in Spagna con un sistema che non offre garanzie sulla governabilità? Se c’è una gara, è necessario sapere chi vince. E’ un principio chiaro che gli elettori capiscono e apprezzano”.

    http://www.repubblica.it/