Prossimi eventi

  • Non ci sono eventi (per ora...)
  • Prossimi eventi

    Lun
    Mar
    Mer
    Gio
    Ven
    Sab
    Dom
    l
    m
    m
    g
    v
    s
    d
    31
    1
    2
    3
    5
    7
    8
    9
    10
    11
    12
    13
    15
    16
    17
    18
    19
    20
    21
    23
    24
    25
    26
    27
    28
    29
    30
    1
    2
    3
    4
    04 Apr
    04/04/2014    
    18:00
      Una moglie necessaria Commedia in un atto di Nicoletta Storari   Trama: In uno sperduto paesino della Francia vivono solo 13 persone. Sono tutte [...]
    06 Apr
    06/04/2014    
    10:00
    BORGO IN FIORE 2014a Clauiano di Trivignano Udinese dalle 10 fino al calar del sole di domenica 6 aprile Per il settimo anno consecutivo il [...]
    14 Apr
    14/04/2014    
    0:00 - 18:30
    Alle Democratiche del FVG, ai Segretari Provinciali, ai Segretari e Segretarie dei Circoli del PD del FVG domenica 25 maggio  prossimo molti cittadini e cittadine della nostra [...]
    22 Apr
    22/04/2014    
    21:00
    ANDREA ZANONI Deputato al Parlamento Europeo (PD) Conferenza “Tutela degli animali in Europa” A Cervignano del Friuli (UD), martedì 22 aprile alle ore 21.00, presso [...]
    Eventi su 04/04/2014
    04 Apr
    4 Apr 14
    Cervignano del Friuli
    Eventi su 06/04/2014
    06 Apr
    6 Apr 14
    Trivignano Udinese
    Eventi su 14/04/2014
    14 Apr
    14 Apr 14
    Palmanova
    14 Apr
    14 Apr 14
    Cervignano del Friuli
    Eventi su 22/04/2014
    22 Apr
    22 Apr 14
    Cervignano del Friuli
    Eventi su 01/05/2014
    01 Mag
    1 Mag 14
    Campolongo al Torre
    Eventi su 04/05/2014
    04 Mag
    4 Mag 14
    S.Martino di Terzo d’Aquileia

    Archivio post

    Renziani, scissionisti e incerti: ecco come si spacca il Pd in regione

    Vicini all’uscita Pegorer e Mauro Travanut. In bilico Malisani, Sonego e Marsilio

    di Anna Buttazzoni

    UDINE. Scissionisti e indecisi. Renziani (con sfumature diverse) e bersaniani. E tanti disorientati che si guardano attorno, attendono e annusano con chi è meglio stare per guadagnarsi riconferme o nuovi ruoli. Il dramma democratico si consuma di ora in ora, in un Pd ormai spaccato in decine di anime.

    Anche in Friuli Venezia Giulia si va alla conta. In testa alla squadra di Matteo Renzi c’è ancora la presidente della Regione, Debora Serracchiani, che capeggia l’area più nutrita dei dem friul-giuliani. Con lei c’è il vicepresidente Fvg Sergio Bolzonello, renziano della prima ora, come l’eurodeputata Isabella De Monte e il deputato Paolo Coppola.

    Contrari alla scissione e schierati con Renzi ci sono anche i deputati Giorgio Brandolin (lettiano) e Giorgio Zanin, i senatori Laura Fasiolo e Alessandro Maran, che dopo la parentesi di Scelta civica è tornato nella casa dem, comodo e a suo agio.

    Non hanno dubbi, oggi, sul collocamento renziano nemmeno gli assessori regionali Gianni Torrenti, Mariagrazia Santoro e Sara Vito. E si accomodano al loro fianco anche diversi eletti in Consiglio regionale, da Diego Moretti (capogruppo) a Vittorino Boem, dall’ex Idv Enio Agnola a Renata Bagatin, da Armando Zecchinon a Chiara Da Giau. Una truppa che conta anche la segretaria Fvg, Antonella Grim, e il numero uno provinciale di Pordenone, Giuliano Cescutti.

    Poi, cominciano le sfumature. La più importante è quella rappresentata dal ministro Dario Franceschini, anima numerosa e alleata di Renzi. Tra i franceschiniani ci sono Ettore Rosato, capogruppo dem alla Camera, ma anche il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, il consigliere regionale Daniele Gerolin e il presidente dell’assemblea regionale del Pd, Salvatore Spitaleri, ex bersaniano.

    Avanti con le sfumature si trovano gli esponenti vicini ai ministri Andrea Orlando e Maurizio Martina o all’ex premier Enrico Letta. Lealisti, pontieri o lupi solitari. Nelle ultime ore è nata l’intesa tra Orlando, Gianni Cuperlo e Cesare Damiano che, seppur all’interno del Pd di Renzi, sono pronti a schierare un proprio candidato alla segreteria del partito, per differenziarsi un po’, dare un’alternativa a un dibattito che rischia altrimenti d’essere monocorde.

    Ecco, l’area che prende forma potrebbe accogliere più di un insoddisfatto da Renzi, ma non così tanto da abbandonare la nave. È il caso dell’assessore Cristiano Shaurli, ex bersaniano, vicino a Martina e quindi a Orlando, ma anche del senatore lettiano Francesco Russo. In avvicinamento all’inedita anima dem anche i consiglieri regionali Renzo Liva, Vincenzo Martines (ex civatiano), Franco Rotelli e Silvana Cremaschi. Nessuno di loro fa salti di gioia davanti a Renzi, ma non è nemmeno così deluso da lasciare il partito. Meglio ricollocarsi. Ex civatiano è anche il segretario provinciale di Gorizia, Marco Rossi, pure lui vicino a Orlando.

    E se a un amen dall’uscita ci sono il senatore Carlo Pegorer (bersaniano di ferro) e il consigliere regionale Mauro Travanut (pronto ad accomodarsi nel gruppo Misto), altri restano sulla porta, indecisi. Come la deputata Gianna Malisani, che attende la direzione di oggi, ma che punta anche alla candidatura a sindaco di Udine. Con i bersaniani? Difficile.

    Sono in bilico anche il senatore Lodovico Sonego, i consiglieri regionali, o meglio, i battitori liberi Enzo Marsilio, Franco Codega e Stefano Ukmar. Riflette il bersaniano Massimiliano Pozzo, segretario provinciale di Udine, in difficoltà a restare nel Pd ma anche ad uscire. Come lui la collega bersaniana di Trieste, Adele Pino.

    Tra chi si conta e spaccature è Serracchiani a rilanciare il progetto dem. «Nel 2007 diversi milioni di italiani hanno scelto di stare assieme per cambiare l’Italia. Hanno deciso di fondare una comunità, il Pd – ha scritto ieri la presidente –, che raccogliesse le esperienze dei partiti popolari che costruirono la democrazia nel nostro Paese. Io credo ancora oggi in quel progetto».

    Serracchiani auspica che il congresso sia momento di confronto aperto e ampio, ma rintuzza gli scissionisti. «Per un gruppo dei suoi dirigenti storici, il Pd pare non essere più il luogo del dibattito. Alcuni iscritti hanno preso altre vie, un distacco doloroso. Oggi la chiarezza non è massima, ma continuo ad avere fiducia nella mia comunità politica che è cresciuta e maturata ben oltre i meriti e le responsabilità dei suoi dirigenti.», aggiunge Serracchiani. Altri non sono così saldi.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    21 febbraio 2017

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine