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«Per i più poveri via il ticket sanitario e sostegno al reddito»

Serracchiani presenta la Finanziaria 2015: «12 milioni di risparmi ma niente nuove tasse»

14.11.2014 Rimodulazione dei ticket sanitari e contributo sociale per l’accesso alle prestazioni sanitarie per le famiglie e le persone che hanno un tetto Isee intorno ai 15 mila euro, grazie all’iniezione di 5 milioni di euro che garantiscono la copertura. Una misura, questa, che consentirà agli aventi diritti di non pagare il ticket. Sono le due novità della finanziaria regionale 2015, licenziata oggi nel testo che sarà depositato a breve nelle Commissioni consiliare e in aula, illustrate oggi nella sede della Regione a Udine dalla presidente Debora Serracchiani, con gli assessori alle Finanze Francesco Peroni e alla Salute Maria Sandra Telesca. ”Da una parte abbiamo fatto, attraverso il contatto con il ministero – ha detto Serracchiani – la rimodulazione dei ticket sanitari e dall’altra togliamo il ticket sanitario dei 10 euro per le famiglie e le persone che hanno un tetto Isee intorno ai 15mila euro, che corrisponde ad un reddito intorno ai 30 mila euro l’anno”. Serracchiani ha riferito che la Giunta ”sta lavorando nella definizione tecnica”, perché dal 1° gennaio 2015 entra in vigore una nuova misurazione dell’Isee, per tutte le prestazioni sociali, che ”porterà ulteriori modifiche – ha spiegato la governatrice – per esempio comprenderà il patrimonio della famiglia”. La presidente ha poi fatto sapere che per quanto riguarda le prestazioni sanitarie, ”si elimina un’iniquità”. ”Noi paghiamo 10 euro di ticket sanitario anche per prestazioni sanitarie che costano meno di 10 euro – ha spiegato Serracchiani -, quindi abbiamo rimodulato il ticket e fino a 5 euro di prestazione non si pagherà il ticket, e poi ci sono degli scaglioni per pagare 5, 6, 7.5 euro a seconda della prestazione, pagando un po’ di più sulle grandi prestazioni, fermo restando che coloro che avranno un reddito Isee di 15.000 euro non pagheranno neppure quelle”.

Ulteriori misure contro la povertà
Ulteriore impegno della Regione Friuli-Venezia Giulia sul versante della lotta alla povertà e del sostegno all’inclusione sociale è stato annunciato da Debora Serracchiani. ”Abbiamo allocato 10 milioni di euro sul fondo per il sostegno al reddito – ha dichiarato – e stiamo lavorando per l’individuazione di misure che ci permettano di parlare con una platea che è esclusa da ogni forma di tutela. In questa regione – ha proseguito la presidente – ci sono sempre più persone che non riescono ad accedere ad alcuna tutela od indennità all’interno del mercato del lavoro, perché magari non lavorano da troppi anni o non hanno mai lavorato”. Sottolineando che la Regione ”sta ragionando su misure sperimentali alle quali lavoriamo insieme al Governo”, Serracchiani ha riferito che ”saremo pronti in poco tempo, ma servono gli ultimi approfondimenti perché queste misure hanno il rischio, altrimenti, che per 1 euro che viene dato per le persone che ne hanno bisogno, se ne spendono 2 per capire chi sono le persone aventi diritto e per controllare che la misura venga spesa bene”. Infine la presidente ha concluso dicendo che ”queste misure non sono dirette solo ai disoccupati, perché tra i poveri ci possono essere anche persone che lavorano e che, per situazioni famigliari varie, non riescono a stare sopra la soglia di povertà”.

Niente aumento delle tasse
”Contrariamente a quanto sono state costrette a fare altre regioni, il Friuli-Venezia Giulia non aumenta le tasse e ha risparmiato circa 1 milione al mese negli ultimi dodici mesi”, ha spiegato Serracchiani. ”Pertanto mettiamo a disposizione delle poste in finanziaria un risparmio di circa 12 milioni di euro – ha proseguito la presidente – che, insieme al Consiglio regionale, possiamo allocare sulle politiche sociali”. In questo contesto, Serracchiani ha sottolineato come la Regione ”abbia anticipato il lavoro sull’abbattimento delle rette degli asili nido, perché purtroppo succedeva che le famiglie ricevevano il rimborso di queste somme, ma erano costrette ad anticipare il costo. Chi non aveva la possibilità di farlo – ha aggiunto – non poteva accedere al servizio. Sugli asili nido abbiamo fatto un lavoro importante – ha concluso -, allocando più risorse per fare in modo che a settembre del prossimo anno le famiglie ricevano il rimborso del 2014, ma anche già la quota del 2015”.

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