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    06 Mar
    06/03/2014    
    10:00
    BORGO IN FIORE 2014a Clauiano di Trivignano Udinese dalle 10 fino al calar del sole di domenica 6 aprile Per il settimo anno consecutivo il [...]
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    15/03/2014    
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    Sabato 15 marzo alle ore 15 nell'Auditorium della scuola media Zanella a Porcia (PN), si riuniranno le Conferenze Regionali congiunte delle Democratiche del PD del Friuli Venezia Giulia e del [...]
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    24/03/2014    
    20:30
    San Giorgio di Nogaro Lunedì 24/3/2014 ore 20,30 Presso la Sala Conferenze di VILLA DORA, sul tema "riforma degli Enti Locali". http://www.pd.udine.it/images//san%20giorgio%20di%20nogaro%2024-3-2014%20riforma%20ee%20ll.pdf
    04 Apr
    04/04/2014    
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      Una moglie necessaria Commedia in un atto di Nicoletta Storari   Trama: In uno sperduto paesino della Francia vivono solo 13 persone. Sono tutte [...]
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    Giunta Serracchiani, cresce la “fronda”

    Nuove critiche alla governatrice da Acli, Cisal e Confesercenti. Mal di pancia sempre più evidenti anche all’interno del Pd

    di Gianpaolo Sarti

    TRIESTE. L’onda non si arresta. Alla pesante critica del leader regionale della Cgil Franco Belci, in parte sposata anche da Cisl e Uil, oltre che dall’Ugl che spinge per un rimpasto nell’esecutivo, arrivano a cascata ulteriori attacchi alla squadra di Serracchiani, seppur più cauti e con sfumature diverse. Nell’ordine: Cisal, Acli e Confesercenti. Un assalto che una sponda del Pd, pur restando nell’ombra, approverebbe. Belci, insomma, ha sollevato il coperchio. E così Debora, a un anno dall’elezione a presidente, si trova ora nel momento più difficile. Contestata, lei e la sua giunta, con tanto di nomi e cognomi degli assessori giudicati inadatti al ruolo o poco presenti; nel mirino sono finiti Paolo Panontin (Enti locali), Mariagrazia Santoro (Infrastrutture), Sara Vito (Ambiente) e Loredana Panariti (Lavoro).

    Una polemica in casa, per la prima volta, partita dal sindacato che le è più vicino. Una fronda pericolosa per i democratici, che prende forma a poche settimane dal voto per le europee e le amministrative che porteranno alle urne 127 Comuni del Fvg. Il ritornello è più o meno la stesso: una governatrice che nel doppio ruolo di vice-segretaria nazionale di Renzi non ce la farebbe più a seguire il territorio, non risponde alle convocazioni, evita il confronto. Inaccettabile, a sentire gli animi, per una regione nel pieno della crisi. «La seconda peggiore in Italia», accusavano le parti sociali, che invocano risposte immediate su politiche industriali, lavoro e infrastrutture.

    A riaprire le danze, è la Cisal che, da inizio legislatura, attende ancora un incontro con la governatrice. Il segretario regionale Fabio Bonivento, chiarendo che il sindacato (il quarto in Italia) è l’unico che, per statuto, più fregiarsi dell’autonomia, denuncia “forti perplessità” sulla macchina regionale messa in piedi in questa legislatura. Cioè su come sono stati costruiti assessorati, direzioni e servizi. Le colonne della Regione, in sostanza. La Confesercenti Fvg, con il responsabile Lavoro Gianpiero Gogliettino è più netta: «Sosteniamo con forza e senso di responsabilità le preoccupazioni manifestate dalle organizzazioni sindacali circa l’atteggiamento di chiusura dei componenti della giunta che – spiega – in un clima di forte contrazione dei livelli occupazionali e di crescita esponenziale delle ore di cassa integrazione non considera le proposte strutturali rappresentate anche dalla Confesercenti nelle sedi opportune. In particolare ribadiamo la necessità non di interventi a spot, che in situazioni di crisi strutturali nulla risolvono, ma di una politica industriale e fiscale efficaci in sinergia a una ridefinizione delle regole di efficientamento dei servizi per l’impiego e delle politiche attive del lavoro». Franco Blasini, presidente Acli Fvg, pur apprezzando gli sforzi dell’esecutivo a favore dell’inserimento occupazionale dei giovani, ammette le perplessità sul resto. «Il giudizio è sospeso, ma ci piacerebbe un’interlocuzione più frequente su lavoro, associazionismo e terzo settore e che si desse seguito agli impegni presi su sanità e sociale».

    A una parte del Pd, dopo la difesa d’ufficio della segretaria Antonella Grim, non dispiace più di tanto la piega che sta prendendo la vicenda: qualcuno aspettava da tempo che i nodi venissero al pettine. Dal Fvg il consigliere Mauro Travanut su Serracchiani ricorda di aver «sempre sostenuto che non è possibile fare bene due mestieri», mentre da Roma il senatore Lodovico Sonego allarga la riflessione: «So per esperienza che fare riforme vere è una cosa impegnativa – dichiara -. E che non si possono accontentare tutti, ma per riuscire a farle non si possono nemmeno scontentare tutti. Il dialogo è la via maestra». Ettore Rosato, parlamentare, smorza. «La scelta nazionale di Serracchiani è un impegno che aiuta la regione. Il Fvg, dopo 5 anni di insipienza, ha una voce autorevole. I sindacati devono trarre una valutazione positiva».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    30 aprile 2014
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