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    12/03/2015    
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    PROMEMORIA 12 mar 2015 h 20,30 Cervignano sede PD via Garibaldi assemblea PD della Bassa Friulana Care Democratiche, cari Democratici, sicuramente ricorderete che lo scorso [...]
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    «Anche in Regione via le rendite di posizione»

    Entro giugno la riforma del Comparto unico. Sarà attuata la mobilità con Province e Comuni

    UDINE. L’agenda del 2015 è fitta di impegni. Nei primi sei mesi dell’anno la presidente Debora Serracchiani vuole portare all’approvazione del Consiglio Rilancimpresa Fvg e le riforme del Consiglio delle Autonomie, del sistema di finanza degli enti locali, della difesa del suolo e del Lavoro, con l’apertura della nuova Agenzia regionale. Ma non è tutto. Il 2015 sarà l’anno della “rivoluzione” per la Funzione pubblica, Comparto unico incluso.

    «L’obiettivo non è abolire il Comparto unico, sarebbe troppo dispendioso dal punto di vista delle energie e delle risorse. Ma certo – spiega Serracchiani – va adeguato all’evoluzione avvenuta da quando è stato pensato. Penso al superamento delle Province, alle aggregazioni dei Comuni e a tutta una parte normativa che non è mai stata applicata, come la mobilità collettiva. Penso quindi che si aprirà una stagione importante di concertazione con i sindacati per intervenire sulla produttività, sulla formazione, sulle nuove competenze dei dipendenti».

    Sa la presidente che intervenire sulla pubblica amministrazione non la renderà simpatica ai dipendenti regionali. «Cerco di governare non per il consenso, ma per il bene dei cittadini, valorizzando competenze che nell’amministrazione ci sono e che non sempre emergono. Vanno eliminate le rendite di posizione – aggiunge Serracchiani – le incrostazioni, la burocrazia e tutta quella pesantezza che non c’entrano con la pubblica amministrazione ma che negli anni ha creato una frattura con i cittadini. Vorrei contribuire a sanare quella frattura, perché i due mondi hanno bisogno l’uno dell’altro, coinvolgendo i dipendenti pubblici».

    La presidente fa l’esempio del passaggio dall’indennità di mensa in busta paga al buono pasto cartaceo. «Il diritto al pasto è sacrosanto e la capacità di spesa del dipendente regionale resta la stessa, ma non potevamo restare una delle poche amministrazioni ad avere ancora l’indennità in busta paga, che ai cittadini costa molto di più alle casse della Regione. Con la scelta fatta il risparmio, su proposta dei sindacati del personale, andrà al fondo che creeremo per il sostegno al reddito. Questo è un esempio di buona amministrazione».

    La stessa regola vale per i politici. Tanto che Serracchiani annuncia d’aver già chiesto al presidente del Consiglio Franco Iacop (Pd) di rivedere la norma – approvata a luglio nell’assestamento di bilancio – che prevede di non tagliare l’indennità di un consigliere se è assente per malattia durante i lavori dell’Assemblea. «È una norma sulla quale va fatta chiarezza», chiude la presidente.(a.bu.)

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    28 dicembre 2014

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