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    04/04/2014    
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    14/04/2014    
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    22/04/2014    
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    «Napolitano garante della Specialità»

    Il presidente della Repubblica in visita in regione. Serracchiani: l’attenzione che ci riserva dimostra che l’Autonomia ha ancora senso. «Come friulani ci sottovalutiamo»

    di Stefano Polzot

    UDINE. Una due giorni di alto valore simbolico quella che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dedica al Fvg per commemorare il dramma della Grande guerra, ma anche rafforzare rapporti internazionali oltre quella che un tempo era la Cortina di ferro.

    Napolitano atterrerà a Ronchi dei Legionari e, alle 11.30, inaugurerà una mostra a Monfalcone. In serata è atteso al Sacrario di Redipuglia per il concerto diretto da Riccardo Muti.

    Domani l’incontro col presidente sloveno Borut Pahor, lo scoprimento di una targa al Monte Santo e la visita alla Basilica di Aquileia prima di imbarcarsi nuovamente per Roma. Ad accompagnarlo la presidente della Regione, Debora Serracchiani.

    Presidente, la visita del Capo dello Stato rappresenta un fatto simbolico per una terra teatro di grandi tragedie, oggi al centro della nuova Europa. Qual è il ruolo del Fvg regione senza più confini?

    «La caduta del confine orientale ha riaperto per questi territori la possibilità di svolgere un ruolo di snodo fra culture, popoli ed economie. Questa è stata la nostra storia nei secoli dal Patriarcato di Aquileia fino al porto di Trieste emporio dell’Impero asburgico. Cogliere questa vocazione significa costruire il nostro futuro».

    Quali relazioni verranno implementate con la Slovenia?

    «I rapporti sono frequenti, amichevoli e di buon livello. Le progettualità di collaborazione transfrontaliera, come i Gect, rappresentano un’opportunità per mettere in comune servizi e prospettive. Nell’ambito dei temi prioritari dell’area adriatico-ionica, vogliamo investire sullo sviluppo in ricerca e innovazione, sulla valorizzazione culturale e ambientale del territorio, sulla sicurezza idrogeologica e sul trasporto transfrontaliero».

    I rapporti tra Fvg e Nazioni contermini sono anche di competizione, in particolare su fiscalità e incentivi alle imprese: come può il Fvg evitare l’esportazione di un patrimonio imprenditoriale attratto da condizioni migliori?

    «Aumentando la nostra attrattività territoriale, come stiamo già facendo. Potenziare le infrastrutture di collegamento con il resto del Paese e l’Europa, garantire alle imprese una burocrazia regionale efficiente, accompagnarle con strumenti di credito adeguati. Valorizzare gli enti di ricerca e innovazione che in questa regione sono di altissimo livello».

    Il Parlamento mette mano alle Autonomie: quali sono oggi gli elementi che giustificano la Specialità e che si sente di richiamare cogliendo l’occasione della presenza del Capo dello Stato, garante della Costituzione?

    «La Specialità della nostra Regione è nata per motivi storici, legati a un’epoca che fortunatamente si è esaurita. Oggi ha senso come strumento a servizio del Paese, per rafforzare la missione internazionale di un territorio che trae identità dalla collocazione geopolitica. L’intreccio linguistico, sociale ed economico che ci contraddistingue e lega ai Paesi vicini rimane una peculiarità. L’attenzione che il Presidente dimostra per la nostra Regione rafforza questa convinzione».

    Al Capo dello Stato quale Friuli si sente di raccontare come esempio di una comunità che vuole rimanere virtuosa pur nelle difficoltà di una crisi economica lancinante?

    «Un Fvg che scommette su se stesso e sulle sue capacità, anche se talvolta si sottovaluta un poco. Il nostro territorio ha caratteristiche di innovazione, bellezza e laboriosità che, se messe a sistema, possono rappresentare un vantaggio competitivo che va oltre al costo del lavoro e ad altri parametri che oggi ci vedono sfavoriti. Stiamo lavorando per questo».

    06 luglio 2014

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/