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    06/03/2014    
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    Debora Serracchiani: “L’Italicum è la strada, quella del M5S è rischiosa”

    di GIOVANNA CASADIO

    Debora Serracchiani:  "L'Italicum è la strada,  quella del M5S è rischiosa"

    Debora Serracchiani

    ROMA – “Finalmente i 5Stelle sono scesi dal tetto, questo è il risultato vero. Da parlamentari eletti, i grillini si presentano al dialogo politico”. Debora Serracchiani, vice segretario del Pd, ha appena lasciato la sala del Cavaliere dove si è tenuto il faccia a faccia con i 5Stelle. Racconta la sorpresa della delegazione pentastellata quando hanno visto entrare Renzi.

    Serracchiani, come mai Renzi alla fine ha deciso di venire all’incontro?
    “Al tavolo c’era il Pd e quindi il segretario, perché noi siamo andati a questa trattativa con lo stesso impegno di tutte le altre, quella con Berlusconi e quelle con le forze di maggioranza. I 5Stelle hanno scoperto che, nonostante la stravittoria dem alle europee, sulle regole del gioco davvero teniamo al dialogo “.

    Quale è la prospettiva: l’Italicum si può cambiare?
    “Faccio una piccola ricostruzione. I 5Stelle usciti dall’incontro hanno detto che il confronto è stato sul loro testo. È vero. Il segretario democratico, Matteo, ha puntualizzato le incongruenze del loro testo. Su questo ha chiesto chiarimenti. Per noi vale il testo dell’Italicum passato alla Camera e che ha un’adesione ampia, perché ci stanno Forza Italia, Scelta civica, Ncd: quello è per noi il testo della legge elettorale. La legge elettorale dei grillini è molto lontana dalla nostra. Gli abbiamo chiesto di chiarirci alcuni aspetti, a cominciare dalla governabilità perché il loro modello assolutamente non la garantisce”.

    E cos’altro?
    “Nel loro modello elettorale i 5Stelle dicono di volere evitare le ammucchiate, ma se non è sicuro il governo, neppure si sa con chi ci si allea, perché la scelta la fai dopo il voto. Però la coalizione deve nascere sulla base di un programma elettorale molto preciso. Non lo vogliamo decidere il giorno dopo le elezioni, ma l’elettore deve saperlo prima di votarti. Se no istituzionalizzi gli inciuci e incentivi il trasformismo. E poi c’è il ballottaggio: per noi importantissimo”.

    Comunque il Pd riparte dall’Italicum?
    “Restiamo sull’Italicum, è la strada maestra. Abbiamo aperto un dialogo con i grillini e abbiamo dimostrato loro che lo facciamo sul serio. Metteremo chiarimenti e risposte sul sito, ci scambieremo mail, poi vedremo quando incontrarci di nuovo”.

    Un punto su cui i grillini hanno ragione?
    “Sulla necessità di una verifica di costituzionalità della nuova legge elettorale. Ma il Pd, ha spiegato Renzi, ha presentato un emendamento al disegno di legge sulle riforme al Senato che prevede che la legge elettorale possa essere oggetto di un controllo di costituzionalità preventiva della Consulta”.

    Sulle preferenze il Pd ha la porta aperta, semi aperta, chiusa?
    “Certo che ragioniamo anche su quelle. C’era all’incontro Alessandra Moretti, europarlamentare dem, che ha avuto un numero di preferenze maggiore di tutti i 5Stelle nella circoscrizione orientale. Ma il loro modello, peraltro molto complicato, sulle preferenze è estremamente pericoloso. Prevede le preferenze negative, nel senso che puoi eliminare dalla lista uno che non ti piace. Lo fa solo la Svizzera. Si crea in realtà uno strumento di controllo del voto pericolosissimo”.

    © Riproduzione riservata 26 giugno 2014
    http://www.repubblica.it/