Turismo verso un 2018 record: volano la montagna e le città

Bini snocciola gli aumenti e conta di chiudere l’anno con 9 milioni di presenze. Entro dicembre la nuova strategia per migliorare e ampliare l’accoglienza

di Maura Delle Case

UDINE. Estate lunga e profittevole, turisticamente parlando, quella che è appena andata in archivio. A dirlo sono i dati presentati ieri dall’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, insieme al nuovo direttore di Promoturismo Fvg, Lucio Gomiero.

Tra maggio e settembre in regione ci sono stati 1,5 milioni di arrivi (+6,6% rispetto all’estate 2017) e 5,2 milioni di presenze (+3,6%). I turisti, di cui 900 mila stranieri, si sono fermati in media 3,5 giorni, leggermente meno rispetto al 2017. Il mare ha tenuto (+4,9% di arrivi, +1,7% di presenze), la montagna è invece cresciuta in modo significativo (+8,2%, +6,3%) al pari delle città (8,2%, 7,7%).

Grado, Aquileia e Palmanova nel periodo estivo fanno un balzo in avanti del 3,1%, sia in arrivi che partenze, Lignano Sabbiadoro e la Laguna di Marano arrivano a +5,9% di arrivi ma appena +1,0 di presenze, frenate dagli italiani, che si sono trattenuti meno (-1,8%).

Passando alla montagna, il miglior risultato è della Carnia (+12,4% di arrivi, +6,2% di presenze) seguita da Tarvisiano-Sella Nevea-Passo Pramollo (+7,4%, +5,2%) e Piancavallo-Dolomiti friulane (+1,6%, +8,3%). Infine le città. Vola Gorizia (+19,8%, + 30,5%), anche grazie all’allargamento della base statistica (qualche struttura ricettiva censita in più), frena Pordenone (-0.6%, -0,5%). Crescono Udine (+10,1%, +3,4%) e Trieste (+6.2%, +4,0%).

Soddisfatto l’assessore Bini che sta già lavorando al piano del turismo (sarà pronto per fine anno). «Abbiamo gli ingredienti per fare un ottimo piatto e non a caso ho chiamato un “grande chef” – ha detto ieri chiamando in causa Gomiero, nuovo direttore di Promoturismo, già manager Ferrero e Benetton –. Ho voluto portare in questo mondo una persona simile a me che, lo ricordo, nasco imprenditore. È un manager di altissimo profilo», ha aggiunto Bini che l’ha chiamato – 60 giorni fa – alla sfida di mandare in orbita il turismo regionale. Si parte dal risultato 2018. Dati (proiezioni) alla mano: «Contiamo di chiudere l’anno con 9 milioni di presenze e 2,6 milioni di arrivi – ha annunciato Gomiero –, sarebbe un record per il Friuli Venezia Giulia».

Un record dal quale partire per andare anzitutto ad aumentare la permanenza, che a oggi è di 3,5 giorni. Si può, si deve fare. Come? Assessore e direttore offrono un assaggio di quello che sarà il piano. Si parte dal miglioramento delle strutture ricettive per arrivare ai servizi e ancora a nuove strategie per attirare i turisti, specie stranieri, e allungare la lista degli stati esteri che oggi vede i principali fruitori del nostro territorio in austriaci, tedeschi, ungheresi e cechi. Gomiero punta a una strategia su «scala ridotta».

«Lavoreremo puntando su singole città o piccole regioni – ha concluso il direttore – ricordando la riuscita operazione dei 3 mila pensionati austriaci portati a Lignano nel mese di settembre», ha concluso Gomiero.

01 novembre 2018

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