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Trovato nelle casse dell’ente un tesoretto di 8 milioni

L’assessore Torrenti: il cambio di governance legato alla scarsa capacità di spesa. Entro l’anno saranno avviate le opere per il Sepolcreto e i fondi Violin e Cossar

di Anna Buttazzoni

UDINE. Fondazione Aquileia ha in pancia 8 milioni. Soldi che cominceranno a essere spesi quest’anno. Soldi non ancora investiti. «Se abbiamo deciso di cambiare la governance della Fondazione, dal presidente al direttore – spiega l’assessore alla Cultura Gianni Torrenti –, è anche per l’insufficiente capacità di spesa dimostrata finora. Una cattiva gestione, direi».

Lo dice Torrenti, convinto che il 2015 debba essere l’anno della svolta, anche dal punto di vista delle opere da realizzare. Il “tesoretto” della Fondazione comprende anche i due milioni garantiti dalla Regione nel 2014, mentre altri due dovrebbero arrivare con l’assestamento di bilancio da approvare entro luglio. Ma nel frattempo alcuni progetti decolleranno. Perché, i vertici della Regione sono stati chiari, bisogna accelerare.

A prendere il via sarà l’opera di straordinaria manutenzione del Sepolcreto, l’unico tratto di necropoli attualmente visitabile ad Aquileia, costituito da cinque recinti funerari che si disponevano su una strada secondaria in uscita dalla città e che appartenevano ad altrettante famiglie aquileiesi.

Un investimento da 240 mila euro. L’altra opera, attesa e di rilievo, è la realizzazione di una nuova struttura museale al di sopra di una sala con mosaici del VI secolo nell’area del fondo Violin, area di una vecchia stalla scoperta nel 2010, nelle vicinanze di piazza Capitolo.

L’intervento, che dunque completerà la piazza, ha un valore di 900 mila euro. Sempre quest’anno dovrà vedere la luce il progetto esecutivo per la valorizzazione dei fondi Cossar, area che si contraddistingue per i resti di almeno due o tre abitazioni, case che presentano resti murari e pavimentali riferibili a diverse epoche, dal I al IV secolo.

Il progetto esecutivo nelle intenzioni sarà completato entro gennaio e l’investimento ammonterà a 900 mila euro. Finita la fase progettuale si apriranno quelle della gara e poi del cantiere vero e proprio.

«Ma nel 2015 – assicura Cristiano Tiussi, dal 10 giugno 2014 direttore della Fondazione – si darà corso alla seconda fase di conferimento di aree archeologiche alla Fondazione, significa che il Porto fluviale, il Foro e anche l’area dei fondi Comelli, verranno date in uso alla Fondazione che quindi curerà la gestione e i lavori di valorizzazione di quelle opere. Quest’anno puntiamo a completare tutte le procedure di passaggio di queste tre aree».

L’accordo per far passare di mano le diverse zone archeologiche è stato siglato nel 2008 tra lo Stato e la Regione, perché fino ad allora ogni spazio di Aquileia era affidato alle cure della Soprintendenza. Le aree per le quali l’iter di passaggio alla Fondazione è già stato ultimato sono invece il Sepolcreto e i fondi Violin, Cossar, Pasqualis e Cal.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

07 gennaio 2015

 http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine