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Serracchiani da Aquileia: la cultura sconfigge le bombe

La governatrice ha aperto l’esposizione dei capolavori prestati dal museo di Tunisi. Fatma Naït Yhgil: «È una risposta ai terroristi: loro distruggono, noi costruiamo»

di Elisa Michellut

AQUILEIA. Un’alleanza tra i musei del Mediterraneo. Aquileia e Tunisi unite contro il terrorismo. La risposta al fondamentalismo deve essere la cultura. È stata inaugurata cosí, alla presenza della governatrice del Fvg, Debora Serracchiani, la mostra “Il Bardo ad Aquileia”, realizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con il Polo Museale, la Soprintendenza Archeologia del Fvg e l’Istituto Nazionale per il patrimonio tunisino, in collaborazione con la Camera di Commercio di Udine, Edison e la Bcc di Fiumicello e Aiello.

Nel ricordare l’indiscutibile valore scientifico degli otto reperti archeologici provenienti dal Museo del Bardo, esposti nel Museo di Aquileia, Serracchiani ha sottolineato che si tratta di un’occasione unica per rilanciare la centralità del ruolo della città romana e del Fvg nel presente e nel futuro. «La cultura è in grado di sconfiggere le bombe, l’estremismo, il terrorismo – ha spiegato Serracchiani –. Per ogni euro d’insicurezza va speso un euro in cultura. C’è la necessità di lavorare di piú sul sistema culturale, sull’integrazione, affinché nessuno si senta escluso all’interno della società di cui fa parte».

Un messaggio forte quello lanciato da Fatma Naït Yhgil, conservatrice del Museo Nazionale del Bardo. «Questa mostra – ha detto – è un modo per dire ai terroristi che noi costruiamo quello che loro distruggono. Si tratta di un importante gesto di amicizia dell’Italia nei confronti della Tunisia».

 

Il presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi, a margine dell’inaugurazione ha ricordato che Aquileia, oggi patrimonio Unesco, ha conosciuto anticamente la felice convivenza tra romani, giudei, greci, alessandrini e nord-africani. «Da un luogo cosí ricco di simboli – ha commentato Zanardi Landi – si leva l’affermazione convinta che solo attraverso la riproposizione dei valori della cultura e della storia comune sarà possibile sconfiggere la cieca violenza e la barbarie di chi vorrebbe proporre infondati scontri di civiltà».

n allestimento elegante nelle tre sale al piano terra del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. Un gioco di specchi e trasparenze si alterna sulle teche bianche, pensate come portali ideali che collegano la Tunisia all’Italia, a sottolineare il dialogo tra i manufatti aquileiesi e quelli provenienti dal Bardo.

Nella sala della scultura imperiale, ha illustrato la direttrice del museo aquileiese, Marta Novello, è stato collocato un capolavoro della statuaria romana: la testa dell’imperatore Lucio Vero, fratello adottivo di Marco Aurelio che trovò la morte nel 169 dopo Cristo tra Aquileia e Altino. Nella seconda teca, due esemplari di ceramiche del III dopo Cristo, una bottiglia cilindrica e una brocca, rinvenuti nella necropoli di El Aouja, Tunisia centrale.

Nella sala della scultura funeraria è possibile ammirare il monumento di Marco Licinio Fedele mentre la statua di Giove ritrovata a Oued R’mel, databile alla fine II-inizio III secolo dopo Cristo, rappresenta il dio nudo e in lieve movimento verso sinistra.

Nella sala delle divinità, sono visibili i tre mosaici provenienti dai centri romani della Tunisia: la dea Cerere, proveniente da Uthina, e due mosaici che raffigurano i lottatori di Gightis. Il sindaco di Aquileia, Gabriele Spanghero, ha letto ai presenti l’augurio ricevuto dal presidente emerito Giorgio Napolitano.

L’esposizione, sarà visitabile fino al 31 gennaio (apertura straordinaria il 7 dicembre), dalle 8.30 alle 19.30.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

05 dicembre 2015

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