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    04/04/2014    
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    06/04/2014    
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    14/04/2014    
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    22/04/2014    
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    «Senza voucher a rischio tanti progetti»

    I Comuni isontini contro l’abolizione dei buoni lavoro: in un anno iniziative per aiutare 39 disoccupati

    di Luigi Murciano

    GRADISCA. «La totale abrogazione dei voucher lavoro rischia di minare quanto di buono è stato fatto in campo sociale dai Comuni». Il grido di dolore viene dalle municipalità di Gradisca e Romans ed è condiviso anche dai Comuni di Aquileia, Capriva del Friuli, Medea e San Lorenzo Isontino. Tutte amministrazioni che nel recente passato si sono giovate dei voucher per dare vita a solidi progetti di inclusione sociale assieme alla Caritas diocesana.

    La loro abolizione mette decisamente in pericolo quei progetti. «Nel pieno della discussione sulla validità o meno del provvedimento di abrogazione dei voucher, con prese di posizioni spesso nettamente contrapposte – si legge in una nota congiunta – desideriamo suggerire una riflessione sulle ricadute che l’eliminazione totale dei buoni ha generato rispetto a misure messe in atto a favore di persone disoccupate, senza diritto ad alcun tipo di ammortizzatore sociale, residenti sul territorio». Il programma “Dignità e operosità” promosso dalla Carità diocesana Onlus di Gorizia tramite il Fondo famiglie in salita, è stato attivato grazie ad appositi protocolli da una decina di amministrazioni comunali del territorio della diocesi. Tale protocollo, prevede la possibilità di inserire in un percorso di attività lavorativa, seppur temporanea, persone in carico ai servizi sociali. Grazie ad esso, è stato possibile affrontare diverse situazioni di disagio, spostando l’intervento delle istituzioni, da una mera forma di sostegno economico alla persona, ad una motivante spinta alla capacità lavorativa dei soggetti stessi.

    «Concretamente, stiamo parlando, solo per il passato anno 2016, di un aiuto destinato a 39 persone – spiega la nota dei Comuni – che grazie a tale strumento hanno ricevuto in voucher una somma mensile di 500 euro cadauno, a fronte di una prestazione di servizio in diversi ambiti lavorativi, tra i quali quello manutentivo, di cura del verde e di sevizi vari». Il calcolo è presto fatto: 39 persone per 500 euro equivalgono a un aiuto concreto di 19.500 euro su base mensile, per persone, anche con famiglie a carico, residenti nei comuni di Gradisca, Romans, Cormons, Medea, San Lorenzo Isontino, Villesse, Capriva del Friuli, Moraro, Aquileia e Chiopris-Viscone.

    «Si può ben immaginare quindi la ricaduta negativa che l’interruzione dell’erogazione voucher ha determinato nel caso specifico, unitamente alla frustrazione del non poter più attuare tale strumento a partire dal mese di aprile, sebbene sia mantenuta la disponibilità di fondi da parte di Caritas Diocesana Onlus e alla compartecipazione degli enti. Non ci trovavamo di certo dinanzi ad un abuso dello strumento voucher – è la riflessione – ma un suo corretto utilizzo».

    29 marzo 2017

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine