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    Rivolta ad Aquileia: “Troppi disagi, stop agli scavi archeologici”

    Cittadini, amministrazione e Pd contro i lavori in via XXIV Maggio. «Non sono necessari, bloccano la riqualificazione della zona»

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA. Cittadini e amministrazione sul piede di guerra. I residenti e il Comune accusano la Soprintendenza di eccessivi ritardi nella conclusione delle indagini archeologiche in via XXIV Maggio, motivo per il quale continua a slittare l’inizio dei lavoro di riqualificazione.

    I residenti puntano il dito contro i disagi causati dal cantiere, che da qualche mese ha imposto un senso unico alternato con conseguenti problemi alla circolazione. Il Comune, invece, lamenta il continuo lievitare dei costi previsti nel bilancio a causa dei ritardi, senza contare i rischi per la sicurezza dei cittadini.

    La Soprintendenza Archeologia, per bocca del Soprintendente Corrado Azzollini, nel rendersi disponibile a trovare una soluzione, sottolinea che l’intervento è stato effettuato sulla base della vigente normativa relativa all’archeologia preventiva e che, in considerazione degli importanti ritrovamenti, l’indagine non può essere terminata.

    Nella polemica si inserisce il segretario del Partito Democratico di Aquileia, Gabriele Digiusto. «Da più di un mese – evidenzia Digiusto – ancora si attende il via libera per l’avvio dei lavori di riqualificazione. Tale verifica doveva concludersi in tempi brevi, ma la situazione si sta protraendo per troppo tempo bloccando l’inizio dei lavori di sistemazione di una strada che, oltre a servire il centro abitato, conduce alle Grandi Terme e al Sepolcreto.

    Questa inaccettabile situazione di stallo è dovuta all’ostinarsi della Sovrintendenza nel voler proseguire con scavi archeologici, assolutamente non necessari, al di sotto di una strada fondamentale per la vita quotidiana dei cittadini, la cui chiusura sta comportando disagi in nome di una conoscenza archeologica che può esplicarsi utilizzando altri modi meno invasivi».

    Il Pd aquileiese si schiera dalla parte dei cittadini. «Ci attiveremo – fa sapere il segretario – in tutte le opportune sedi per velocizzare la conclusione degli scavi e far partire i lavori di riqualificazione».

    Il sindaco di Aquileia, Gabriele Spanghero, è sulla stessa lunghezza d’onda. «Il Comune – argomenta – ha stanziato una cifra per effettuare il sondaggio archeologico concordato con la Soprintendenza. Oltre il 50 per cento del territorio aquileiese non è stato ancora indagato.

    È ovvio che può emergere qualcosa, ma questa non può essere la scusa, soprattutto se non è in programma un’opera di valorizzazione, per incidere negativamente sul bilancio ogni volta che il Comune fa partire un’opera pubblica. Tutto questo appesantisce i costi e costringe l’amministrazione a stanziare ulteriori risorse. Il costo sociale delle indagini archeologiche e l’impatto delle ricerche archeologiche sul bilancio pubblico devono avere un limite».

    28 ottobre 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine