Le radici romane della Serbia in Europa

Inaugurata ad Aquileia la mostra con i capolavori dell’arte antica dal I al IV secolo

AQUILEIA. «La mostra mette in luce attraverso capolavori di arte e artigianato memorie storiche e culturali condivise e sottende anche un messaggio politico: l’ingresso della Serbia nell’Unione Europea è un processo che sta subendo un forte ritardo e con questa esposizione vogliamo ricordare che per noi la Serbia è Europa». Così il presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi, in occasione della vernice della mostra “Tesori e imperatori. Lo splendore della Serbia romana”, che è stata inaugurata ieir alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti, dell’ambasciatore della Repubblica Serba in Italia Goran Aleksic e della viceministra alla Cultura Daniela Vanusic. A Palazzo Meizlik di Aquileia fino al 3 giugno sono esposti sessantadue capolavori dell’arte romana dal I al IV secolo prestati dal Museo nazionale di Belgrado prima della sua imminente riapertura dopo 15 anni di restauri. Per l’assessore Torrenti si tratta di un evento culturale importante che si pone in continuità con le altre quattro mostre organizzate a Aquileia e che «hanno attirato l’occhio del mondo». A margine della vernice, Zanardi Landi ha indicato quale sarà il tema della prossima mostra. «Stiamo pensando già da tempo – ha rivelato – a una mostra che prosegua il ciclo ‘Archeologia ferita’. A illustrare il percorso e le scelte espositive della mostra sui tesori serbi è stato il direttore della Fondazione, Cristiano Tiussi, che ha indicato il valore di pezzi come la testa in porfido dell’imperatore Galerio, quella in bronzo di Costantino, gli elmi di Berkesovo, «tutte testimonianze di un territorio che diede alla storia 18 imperatori e in cui spesso si giocarono i destini dell’impero romano». All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Aquileia Gabriele Spanghero, il soprintendente Corrado Azzollini, il presidente della Comunità serbo-ortodossa di Trieste Zlatimir Selakovic e il console serbo a Trieste Nemanja Sekicki.

11 marzo 2018

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