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    14/04/2014    
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    22/04/2014    
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    Le grandi icone russe stimolate dal vento del Barocco europeo

    Nella polveriera napoleonica di contrada Garzoni Serracchiani: «Merito della nostra vocazione artistica»

    di MONICA DEL MONDO

    Trentasei icone russe del XVII e XVIII secolo, provenienti dal Museo d’arte e di cultura russa Andrey Rublëv e dal Museo Privato dell’Icona Russa, saranno al centro della mostra L’Icona russa e la Nuova Arte che si aprirà lunedì a Palmanova, nella cornice (riallestita per l’occasione) della polveriera napoleonica di contrada Garzoni.

    L’evento culturale è un’iniziativa della Fondazione Aquileia, del Comune di Palmanova, con il sostegno delle Ambasciate della Federazione Russa alla Santa Sede e al Quirinale. Si conferma in questo modo la volontà delle due città Unesco a collaborare e la vocazione di Aquileia a svolgere un ruolo di alta promozione culturale che si esplica su un intero territorio, allacciando ponti culturali in linea con la propria storia di porta aperta verso l’Oriente.

    «Una vocazione, questa, pienamente raccolta – sottolinea la Presidente Debora Serracchiani – dall’intera Regione Friuli Venezia Giulia che ha coltivato una specifica capacità di dialogo e di interazione con i Paesi balcanici e più oltre, grazie anche all’intraprendenza di imprenditori friulani di primissimo ordine, oggi ben radicati nella Federazione Russa e nell’intera regione. La Fondazione Aquileia, portando L’Icona Russa e la Nuova Arte a Palmanova, dimostra il suo impegno non solo per la città di Aquileia ma anche per il territorio circostante e la volontà di “fare sistema“ con i comuni limitrofi».

    La mostra, dopo il successo ottenuto a Palazzo Braschi a Roma, esporrà a Palmanova, seconda e ultima tappa italiana, raffinate icone russe, opere di botteghe e laboratori molto noti (come il Palazzo dell’Armeria di Mosca) o provenienti dalle regioni del Volga, di Kargopol’, del bacino del fiume Kama, territori nei quali si svilupparono scuole e maniere iconografiche locali.

    «Le opere esposte – rileva il Presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi – evidenziano un fatto nuovissimo nell’arte dei pittori d’icone russe: in un genere artistico apparentemente immutabile, che da quasi mille anni riproduceva soggetti e stilemi invariati, s’inseriscono per la prima volta elementi e spirito provenienti da lontano. Il vento del Barocco italiano ed europeo era giunto fin nelle città e nei remoti villaggi russi dove lavoravano e pregavano gli “scrittori” di icone (questa l’espressione con cui la cultura russa definisce gli artisti iconografi). Un Barocco un po’ “diluito” dal lungo viaggio, ma ben riconoscibile e godibile… E questa apertura nei confronti di tendenze artistiche nuove sembra aver determinato una modificazione genetica nell’arte dello “scrittore” di icone che da allora sembra voler seguire e talvolta anticipare i tempi». Un’affermazione che trova conferma nelle due opere che chiudono la mostra: un lavoro di Vladimir Tatlin Composizione con superfici trasparenti (1916) e una scultura contemporanea in ferro e acciaio Madre di Dio Grande Panagia di Dmitrij Gutov (2012)».

    L’arrivo in Italia di prestigiose opere dell’arte russa è reso possibile dalla collaborazione tra pubblico e privato. L’organizzazione della mostra ha visto infatti il sostegno della fondazione “Museo Privato dell’Icona Russa”, fondata da Mikhail Abramov.«Questa mostra – commenta il sindaco di Palmanova, Francesco Martines – è un progetto artistico straordinario, che mette in luce l’universalità del linguaggio iconico e costituisce un particolare approfondimento della grande cultura russa».

    È soddisfatto per l’occasione che l’evento costituisce per la città stellata, proprio grazie alla collaborazione con la Fondazione. «La lungimiranza dell’amministrazione comunale, dall’istituzione della Fondazione fino ad oggi, – aggiunge il sindaco di Aquileia Gabriele Spanghero – è stata premiata dai risultati raggiunti proprio per la fattiva collaborazione con gli enti del territorio.

    La mostra si inaugurerà lunedì alle 17 e sarà visitabile fino al 4 febbraio, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Resterà chiusa il giorno di Natale e il primo gennaio.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    15 dicembre 2017

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