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    La rabbia di Aquileia dopo i furti: il sindaco invita la gente a “unirsi”

    Spanghero: «Dobbiamo fare rete tra vicini di casa. È importante aiutarsi con un’azione sinergica». Accanimento senza precedenti: ora si accelera la pratica per aumentare telecamere e pattuglie

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA. È allarme sicurezza nella città romana. Mentre a Villa Vicentina alcuni cittadini pensano alle ronde notturne, ad Aquileia, dopo l’ultimo raid di furti, il sindaco corre ai ripari e parla di potenziamento della videosorveglianza e dell’illuminazione pubblica.

    Gabriele Spanghero si è rivolto alle forze dell’ordine, che stanno già facendo il possibile, per chiedere un ulteriore potenziamento dei controlli. La gente – cittadini ma anche tanti commercianti – è preoccupata. Alcuni residenti fanno sapere che terranno monitorate a turno le proprie case.

    Riemerge anche la polemica relativa alla possibile chiusura della caserma dei carabinieri (è in corso una raccolta firme). Recentemente, il Cocer carabinieri, organismo di rappresentanza centrale, aveva giudicato lo stabile di via Leicht «non idoneo a ospitare l’Arma».

    «Con tutti i furti che ci sono stati – fa notare un residente – manca solo che chiudano la caserma dei carabinieri, un punto di riferimento importante. Sarebbe davvero la ciliegina sulla torta».

    Nella notte tra domenica e lunedì, ad Aquileia, erano state visitate dai ladri otto case nelle vie Pellis, San Girolamo, San Cromazio, XXIV Maggio e in via delle Vigne Vecchie. Era il secondo raid in poco più d’una settimana. Agli inizi di giugno, in una zona non distante dal centro, erano state derubate altre quattro abitazioni, senza contare un tentativo andato a vuoto.

    Le forze dell’ordine pensano possa trattarsi dell’ormai tristemente nota “banda del buco”. Tutti i colpi sono stati messi a segno nel cuore della notte, mentre i proprietari delle abitazioni stavano dormendo.

    «Un simile accanimento non ha precedenti nella zona – commenta il sindaco Spanghero –. Avevamo in programma di installare alcune telecamere nei punti strategici. Era un ragionamento abbozzato. Per poter disporre di strumenti adeguati bisogna investire cifre importanti e i Comuni sono in difficoltà. Alla luce di quanto accaduto dobbiamo accelerare i tempi. Cercheremo qualche finanziamento in più. Dove possibile potenzieremo l’illuminazione».

    Il sindaco lancia un appello: «Dobbiamo fare rete tra vicini di casa. È importante aiutarsi a vicenda e collaborare con le forze dell’ordine. Ci vuole un’azione sinergica. Più controlli, un aiuto reciproco e un potenziamento

    delle telecamere e dell’illuminazione possono aiutarci ad attenuare il fenomeno. Sarà difficile, purtroppo, risolverlo definitivamente. È mia intenzione chiedere una maggiore presenza di pattuglie; ora aumenta il flusso turistico, siamo un luogo sensibile».

     

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    10 giugno 2015

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine