La Bassa friulana in lutto: si è spento monsignor Tuni

Era la memoria della diocesi di Gorizia. Operò come arciprete alla basilica di Aquileia e poi come parroco a Terzo di Aquileia. Dal 1982 è stato poi parroco di Campolongo al Torre

Nato a Moraro il 29 luglio 1927, Ennio Tuni è stato instancabile operatore di bene e di crescita morale e civile tra la sua popolazione.

Una vita tutta dedicata al suo ministero che lo ha reso vivo e ricco di operosità. Era entrato giovane al seminario arcivescovile di via Alviano ed era stato consacrato il 28 gennaio 1950 dalle mani del compianto principe arcivescovo monsignor Carlo Margotti.

Il suo primo incarico ministeriale come vicario, è stato al Duomo di Gorizia dove, per oltre una decina d’anni, assieme al suo fraterno amico e confratello don Luigi Marcuzzi è stato protagonista di una intensa ed indimenticabile attività formativa, sportiva ed associativa.

Il tutto sotto la guida di monsignor Giuseppe Velci. Successivamente don Ennio fu trasferito, come arciprete, alla basilica di Aquileia e poi come parroco a Terzo di Aquileia. È seguito quindi il suo ritorno a Gorizia con l’importante incarico di vicario generale dell’arcidiocesi nella Curia arcivescovile. Ruolo ricoperto per diversi anni con grande saggezza e forte tensione pastorale. Dal 1982 è stato poi parroco di Campolongo al Torre.

Parallelamente, don Ennio veniva chiamato a presiedere altrettanti delicati incarichi ecclesiali seguiti sempre con grande impegno e zelo associativo.

È stato, tra l’altro, primo assistente dell’Unitalsi, allora coadiuvato dai mai dimenticati collaboratori Gelindo Della Longa e Giuseppe Petarin. Ma ancora oggi il ricordo della sua permanenza al Duomo di Gorizia rimane più vivo che mai attraverso la testimonianza del suo lavoro e del suo donarsi agli altri. Monsignor Tuni ha contrassegnato un importante pezzo di storia della parrocchia, dell’Irisdomo e del Pastor Angelicus. Innumerevoli sono stati gli allievi e gli amici che a Gorizia lo avevano festeggiato in occasione dei suoi 90 anni e che gli si erano stretti attorno per riconfermargli l’ affetto e l’immutata gratitudine per quanto avevano ricevuto.

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