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    06/03/2014    
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    24/03/2014    
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    In abbandono la stazione dei turisti del ’900

    L’edificio a Belvedere, di proprietà delle Ferrovie, era la fermata degli austriaci che poi si imbarcavano per Grado

    di Antonio Boemo

    GRADO. Uscendo dalla suggestiva translagunare, appena oltre il confine territoriale gradese, c’è un edificio fatiscente che sta andando in rovina. È un pezzo di storia che sta sparendo. Si tratta dell’ex stazione ferroviaria di Belvedere che era la stazione ferroviaria di Grado.

    Fino al 1894 la linea ferroviaria arrivava a Cervignano del Friuli. Per raggiungere Grado era quindi necessario salire in carrozza fino ad Aquileia e poi su un barcone che da Aquileia, attraverso la laguna raggiungeva Grado.

    Il prolungamento dei binari fino ad Aquileia e a Belvedere fu inaugurato il 16 luglio 1910. A pochi passi dalla stazione di Belvedere c’era il pontile dove i motoscafi erano in attesa dei turisti. Lo scalo ferroviario di Belvedere-Grado cessò l’attività il primo luglio 1937.

    Fu ripristinato, ma solo per operazioni di guerra, nel corso del Secondo conflitto mondiale. La decisione di smantellare il servizio ferroviario fu causato dalla realizzazione del ponte girevole che venne inaugurato nel 1936 favorendo il traffico veicolare e soprattutto, per i primi anni, quello delle autocorriere.

    Fino al 1937 raggiungevano via ferrovia la stazione di Belvedere-Grado anche treni diretti da Praga e Vienna. La ciclabile che collega Grado a Belvedere è bella, ma transitando davanti all’ex stazione ferroviaria di Belvedere il cuore si stringe pensando un pò alla storia, un pò anche alla bellezza dell’edificio.

    Non se ne fa nulla e quasi certamente così rimarrà, peggiorando negli anni, poiché le Ferrovie italiane non vogliono cederla gratuitamente. Lo stesso discorso vale anche per Aquileia dove c’è un altro edificio-ex stazione ferroviaria inutilizzato da anni.

    L’edificio di Belvedere è della “Rete Ferroviaria Italiana”, l’area circostante delle “FS holding” di Ferrovie Servizi, mentre il sedime dove è stata realizzata la ciclabile è oggi di proprietà della Provincia di Udine.

    Il Comune di Aquileia avrebbe voluto qualche anno fa acquisire le due ex stazioni, ma le Ferrovie hanno chiesto cifre molto elevate. Si parla di 250-300mila euro.

    Mentre per l’ex stazione di Aquileia il Comune avrebbe voluto trasformarla in museo delle due guerre, quella di Belvedere poteva diventare sede per noleggio bici, per la promozione di prodotti locali e soprattutto per gli uffici di gestione del parcheggio che poteva essere realizzato nell’area fino al molo.

    Da qui sarebbero partiti i bus navetta o i motoscafi diretti a Grado. Tutto  invece è in abbandono e oggi soldi proprio non ce ne sono. Con gli anni si andrà così a cancellare un piccolo, ma importante tassello di storia turistica poiché il binomio treno-turismo è sempre stato molto stretto, specialmente nella prima parte del 1900.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    30 aprile 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine