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    12/03/2015    
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    PROMEMORIA 12 mar 2015 h 20,30 Cervignano sede PD via Garibaldi assemblea PD della Bassa Friulana Care Democratiche, cari Democratici, sicuramente ricorderete che lo scorso [...]
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    Fusione con Terzo, ok dell’opposizione

    «Sono anni che se ne parla, la crisi ha limitato la possibilità di spesa»

    AQUILEIA. Sì alla fusione tra Terzo di Aquileia e Aquileia. Il gruppo di opposizione “Aquileia 2.0” si dice favorevole. «Sono anni che sentiamo circolare voci riguardanti la possibile fusione tra i due Comuni della Bassa – spiega l’opposizione – . La crisi economica ha limitato le possibilità di spesa dei Comuni. Le piccole amministrazioni si sono viste private di quelle poche risorse di cui potevano disporre. Si è quindi ricominciato a discutere in relazione a un nuovo assetto da conferire al tessuto amministrativo del territorio».

    I consiglieri di minoranza sottolineano: «La Regione si è impegnata nell’opera di razionalizzazione relativa agli enti locali attraverso un modo meno diretto ma sicuramente più pavido: le Uti, accompagnate dall’abolizione delle Province. Questo dovrebbe permettere di contenere le spese garantendo una maggiore efficienza dei servizi. Per quanto riguarda l’Uti Agro Aquileiese si riscontrano ritardi sul trasferimento delle funzioni. Il nostro gruppo, pur con qualche scetticismo, si è approcciato con favore alle Uti, ritenendo che potessero costituire un passo importante sulla strada che avrebbe portato Aquileia a fondersi con altri Comuni. Abbiamo ancora alcune perplessità: riteniamo grave non essere stati coinvolti nella discussione. Un ulteriore motivo di scetticismo deriva dalla gestione approssimativa della questione Uti, che appare sintomatica di una tendenza che vede le decisione calate dall’alto, assunte senza spirito critico e analitico».

    «Infine – conclude “Aquileia 2.0” – , altro punto dolente è costituito dalla situazione economica in cui versa il Comune di Terzo, condannato in appello a risarcire un agente della polizia municipale, precedentemente licenziato, per una cifra pari a circa 215 mila euro. Speriamo che la fusione non sia il risultato di un’operazione unicamente diretta a salvaguardare tale Comune, ma che sia invece una scelta politica dettata da una visione lungimirante». (e.m.)

    02 ottobre 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine