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    Franceschini vuole riunire il Foro romano

    Il ministro grazie alla petizione ha chiesto alla presidente Serracchiani un tavolo per deviare la 352 che taglia Aquileia

    di Elisa Michellut

    AQUILEIA. Sul caso della strada che divide in due il Foro romano di Aquileia interviene il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, che chiede la convocazione di un tavolo tecnico tra tutti gli enti coinvolti per risolvere la questione. Sono oltre mille le firme raccolte per ridare nuova vita al Foro romano. L’obiettivo della petizione, che è stata consegnata al sindaco di Aquileia, alla presidente della Regione e al ministro, è eliminare il tratto della regionale 352, che divide a metà la zona archeologica del Foro aquileiese.

    I moduli sono stati spediti anche a Philippe Daverio, noto critico d’arte e conduttore televisivo, e anche al popolare critico d’arte Vittorio Sgarbi. Decine di intellettuali, sportivi e politici hanno aderito alla petizione, promossa dai rappresentanti della Società Friulana di Archeologia e dell’associazione culturale Anfora.

    «Lo scorso anno abbiamo attivato la raccolta firme – argomenta lo studioso Maurizio Buora della Società Friulana di Archeologia -. Sono state consegnate al ministro Franceschini, tramite il suo capo di gabinetto. L’altra copia è stata consegnata al Comune e un terzo documento è stato spedito alla presidente della Regione, Debora Serracchiani. Qualche mese fa, il ministro Franceschini ha risposto, tramite il suo segretario, e ha allegato una relazione della Soprintendenza. Abbiamo proposto di istituire un tavolo di confronto». Franceschini ha risposto anche alla seconda lettera. «Il ministro – racconta Buora – ha raccomandato alla presidente della Regione Serracchiani di valutare l’opportunità di istituire un tavolo di confronto per affrontare il problema. A questo punto ci aspettiamo l’apertura di un dialogo positivo tra tutte le parti interessate e ci aspettiamo che le giuste ragioni degli aquileiesi vengano tenute in considerazione. Questo significa un ripensamento dell’accesso alla città romana e la valorizzazione delle zone archeologiche. Stupisce – conclude Buora – che, pur essendoci numerose associazioni ad Aquileia, nessuna, fino a oggi, si sia fatta sentire a questo proposito».

    Il sindaco, Gabriele Spanghero, chiede a chi dovere che vengano rese fruibili le aree archeologiche da troppo tempo recintate prima di pensare ad aprire nuovi cantieri. «Aquileia, come sito Unesco – ha più volte fatto notare Spanghero – appartiene all’umanità intera ma c’è anche l’Aquileia contemporanea, che deve affrontare tutti i problemi e le dinamiche quotidiane di una cittadina di 3400 abitanti. La raccolta di firme per rendere il Foro romano fruibile in modo più completo sfonda una porta aperta. Chi non lo vorrebbe? Risultano evidenti, tuttavia, alcune mancanze, che devono essere parte del medesimo progetto di medio e lungo termine».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    14 maggio 2017

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