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La “cripta scavi” è stata nuovamente inaugurata dopo l’intervento di recupero e valorizzazione sui resti archeologici del IV secolo d. C

Il complesso basilicale di Aquileia ritrova lo splendore dell’Aula teodoriana.  La “cripta scavi”, come è comunemente conosciuta al pubblico, è stata nuovamente inaugurata dopo l’intervento di recupero e valorizzazione sui resti archeologici del IV secolo d. C. condotto dall’Arcidiocesi di Gorizia e dalla Fondazione Socoba (Società per la conservazione della Basilica) grazie a un
finanziamento del ministero dei Beni culturali attraverso la Ales, con la collaborazione della Regione, della Fondazione Aquileia, del Polo museale Fvg e della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

Per la Regione si tratta dell’ultima di una serie di importanti iniziative, sostenute per ridare ad Aquileia il ruolo di città di incontro di diverse culture e luogo di dialogo, avviata con le collaborazioni internazionali sull’archeologia ferita.

Una dimostrazione di come la cultura possa ritrovare centralità e imprimere un’accelerazione allo sviluppo anche economico del settore.

Gli interventi si muovono sul solco tracciato dal bando internazionale del 2003 per la riqualificazione delle aree architettoniche attorno alla Basilica patriarcale, che negli anni hanno portato alla valorizzazione dapprima di Piazza Capitolo e poi dell’aula adiacente al battistero, infine di stalla Violin e della piazza antistante.

I lavori attuali hanno invece interessato l’Aula teodoriana, intaccata da infiltrazioni e sottoposta negli anni a interventi di varia tipologia che ne hanno compromesso la lettura dei mosaici e degli affreschi. Un degrado che aveva costretto la Soprintendenza a ricoverare, fin dagli anni ’60, ampi lacerti di dipinti in depositi non accessibili al pubblico.

Oggi la cripta ha ritrovato piena fruibilità, con un rinnovato percorso di visita che comprende nuova illuminazione, nuove passerelle pedonali, un’adeguata lettura del sito e delle sue
diverse stratificazioni musive.

Il settore nord-est della cripta, solo parzialmente scavato, mantiene ancora elementi da indagare, mentre il settore nord ovest ha restituito tutto lo splendore di affreschi dai colori
ancora vividi, il cui restauro e ricollocazione è stato reso possibile dal contributo regionale.

Lo studio ha consentito di avviare anche un’iniziativa collegata all’Art Bonus (strumento ministeriale che prevede sgravi fiscali per investimenti privati su patrimoni culturali specifici) per il
restauro e la valorizzazione di tutti i frammenti di affresco raccolti durante gli scavi.

L’Arcidiocesi e la Socoba intendono proseguire il recupero con ulteriori lotti d’intervento, che avranno come obiettivo la musealizzazione dell’Aula intermedia e del primo fonte battesimale.

Intanto, anche la Fondazione Aquileia prosegue i propri interventi, con la previsione del proseguimento dei lavori sull’area del fondo Cossar e la ristrutturazione dell’ex-stalla Pasqualis.

http://www.ilfriuli.it/index.aspx

Aquileia ritrova lo splendore dell'Aula teodoriana

Aquileia ritrova lo splendore dell'Aula teodoriana