Aquileia arriva fino ai confini dell’impero

Palazzo Meizlik ospita da sabato 10 oltre 60 reperti provenienti dalla Serbia romana

Aquileia continua il percorso culturale già intrapreso con le mostre del ciclo ‘Archeologia Ferita’, con un’esposizione a Palazzo Meizlik che sarà inaugurata sabato 10 e in cui verranno esposti fino al 3 giugno oltre sessanta preziosi reperti provenienti dal Museo Nazionale di Belgrado e da altre istituzioni della ex Jugoslavia. ‘Tesori e Imperatori. Lo Splendore della Serbia romana’ è il titolo dell’esposizione organizzata dalla Fondazione Aquileia, che è stata presentata a Roma, al MiBact, e che racconta gli splendori di un territorio sotto il dominio di Roma in cui nacquero ben 17 o 18 Imperatori.

Uno scenario, quello sul limes danubiano che duemila anni fa segnava il confine dell’impero, che restituisce il fascino di una terra, l’Illirico, fatta di grandi residenze imperiali, quartieri urbani e commerci fiorenti, ma anche luogo di convivenza di culture e segni dei diversi influssi religiosi.

Protagonisti del percorso di visita tre elmi da parata che ci restituiscono tutto il solenne cerimoniale dell’esercito romano, in particolare l’elmo ritrovato a Berkasovo; le maschere da parata in bronzo rinvenute lungo la sempre minacciata frontiera del limes romano; il tesoro di gioielli in argento rinvenuto lungo la frontiera, a Tekija; una testa di Venere recuperata nel 2003; il cosiddetto cameo di Belgrado in sardonica a più strati, la testa in porfido rosso dell’imperatore Galerio proveniente e il pezzo di arte e di propaganda politica più rappresentativo del tempo di Costantin, la famosa testa in bronzo con diadema dello stesso imperatore.

Un’ultima sezione è dedicata a dei e divinità, mentre al Danubio, una via d’acqua che non era solo linea di frontiera, ma confine permeabile agli scambi e alle influenze che provenivano dai territori situati al di là, è dedicata l’ultima sala della mostra, che ne rievoca gli scenari grazie a un’installazione multimediale di suoni e immagini.

“Siamo orgogliosi – è la dichiarazione di Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia – di essere riusciti, grazie all’amicizia del Governo serbo ed al sostegno della Regione e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, a riunire ad Aquileia pezzi davvero eccezionali. Sarà un’occasione unica per ammirarli e ripercorrere il filo delle relazioni intensissime nei secoli tra Aquileia e le città romane nei Balcani”.

“Mi auguro che questa mostra – sottolinea Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia – e la profondità delle comuni radici storiche e culturali che essa vuole sottolineare, possano rafforzare ulteriormente i rapporti tra la Repubblica di Serbia e l’Italia, e in particolare con la Regione, sulla scia della collaborazione di recente rinvigorita e degli ottimi rapporti che intercorrono con la comunità serbo-ortodossa di Trieste”.

“La possibilità che i cittadini italiani possano vedere – sottolinea Goran Aleksić, ambasciatore della Repubblica di Serbia in Italia – all’interno della mostra un ricco patrimonio artistico del periodo della dominazione romana nei Balcani, rappresenta un grande piacere e motivo di vanto. Mi auguro che questa mostra faccia sì che si rafforzino i legami culturali tra i nostri due Paesi, sia sul piano della valorizzazione del patrimonio romano tutelato dalla Serbia, che sul piano dello sviluppo del turismo culturale e della presentazione dei percorsi turistici di rappresentanza quali Le Strade Romane in Serbia”.

Corrado Azzollini, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e Luca Caburlotto, direttore del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia sottolineano che “hanno colto molto volentieri l’opportunità di organizzare, assieme alla Fondazione Aquileia, questa mostra. Si rafforza in questo modo la sinergia tra i vari attori istituzionali e le competenze professionali che operano per la valorizzazione di Aquileia e del suo immenso patrimonio storico-archeologico”.

Bojana Borić-Brešković, direttore del Museo Nazionale di Belgrado, sottolinea come “i capolavori della civiltà romana rinvenuti in Serbia ed esposti in mostra possono testimoniare come la pietra angolare della civiltà europea contemporanea sia stata collocata 2000 anni fa e sia tuttora perfettamente riconoscibile attraverso l’eredità dell’età romana”.

Gabriele Spanghero, sindaco di Aquileia, conclude che “il valore di questa mostra travalica l’aspetto, pur importantissimo, della pura testimonianza culturale degli oggetti esposti, e fornisce uno stimolo alla riflessione sugli inopportuni e anacronistici nazionalismi dei tempi recenti e sulle inutili barriere culturali che si vorrebbero erigere, dimenticando valori universali di ben più alto spessore”.

http://www.ilfriuli.it/index.aspx

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