Prossimi eventi

  • Non ci sono eventi (per ora...)
  • Prossimi eventi

    Lun
    Mar
    Mer
    Gio
    Ven
    Sab
    Dom
    l
    m
    m
    g
    v
    s
    d
    24
    25
    26
    27
    28
    1
    2
    3
    4
    5
    7
    8
    9
    10
    11
    12
    13
    14
    16
    17
    18
    19
    20
    21
    22
    23
    25
    26
    27
    28
    29
    30
    31
    1
    2
    3
    4
    5
    6
    06 Mar
    06/03/2014    
    10:00
    BORGO IN FIORE 2014a Clauiano di Trivignano Udinese dalle 10 fino al calar del sole di domenica 6 aprile Per il settimo anno consecutivo il [...]
    15 Mar
    15/03/2014    
    3:00 - 7:00
    Sabato 15 marzo alle ore 15 nell'Auditorium della scuola media Zanella a Porcia (PN), si riuniranno le Conferenze Regionali congiunte delle Democratiche del PD del Friuli Venezia Giulia e del [...]
    24 Mar
    24/03/2014    
    20:30
    San Giorgio di Nogaro Lunedì 24/3/2014 ore 20,30 Presso la Sala Conferenze di VILLA DORA, sul tema "riforma degli Enti Locali". http://www.pd.udine.it/images//san%20giorgio%20di%20nogaro%2024-3-2014%20riforma%20ee%20ll.pdf
    04 Apr
    04/04/2014    
    18:00
      Una moglie necessaria Commedia in un atto di Nicoletta Storari   Trama: In uno sperduto paesino della Francia vivono solo 13 persone. Sono tutte [...]
    06 Apr
    06/04/2014    
    10:00
    BORGO IN FIORE 2014a Clauiano di Trivignano Udinese dalle 10 fino al calar del sole di domenica 6 aprile Per il settimo anno consecutivo il [...]
    Eventi su 06/03/2014
    06 Mar
    6 Mar 14
    Trivignano Udinese
    Eventi su 24/03/2014
    24 Mar
    24 Mar 14
    San Giorgio di Nogaro
    Eventi su 04/04/2014
    04 Apr
    4 Apr 14
    Cervignano del Friuli
    Eventi su 06/04/2014
    06 Apr
    6 Apr 14
    Trivignano Udinese

    Archivio post

    Serracchiani: “Il mio mandato è nelle mani di Renzi”

    La numero 2 del Pd annuncia di aver messo a disposizione l’incarico di vicesegretario nazionale. «È necessario rafforzare la segreteria politica»

    di Michela Zanutto

    Serracchiani. Tutt’altro. La vicesegretaria del Pd, all’indomani della sconfitta alle regionali ha presentato le proprie dimissioni da numero due del Pd, come ha svelato ieri durante il programma di Rai Tre Agorà estate.

    «Ho messo a disposizione il mio ruolo all’interno del partito perché non credo che il problema sia la poltrona, ma il risultato – ha detto Serracchiani -. E quindi, anche alla luce del risultato delle elezioni regionali, ho ritenuto che fosse opportuno risistemare i pezzi che mancano perché alle amministrative in Fvg non ho vinto. Da segretario regionale le avevo vinte tutte, è la prima volta che mi capita di non vincere».

    Un’intervista che arriva dopo la direzione del Pd in cui ancora una volta il capo del governo e segretario Matteo Renzi è stato contestato per il doppio incarico.

    «Il Pd non è fuori controllo – ha assicurato Serracchiani -: c’è un segretario nazionale, ci sono due vicesegretari, ci sono i segretari regionali. Dopodiché io non dico che non si debbano rivedere delle cose, è evidente, lo ha detto anche il segretario nazionale durante l’ultima direzione che bisogna raddrizzare il tiro e rafforzare la segreteria».

    Per centrare l’obiettivo in vista del referendum di ottobre (sul quale Serracchiani resta fiduciosa) e soprattutto riallacciare un rapporto con l’elettorato, il Pd deve fare i conti con la disaffezione verso la politica: «Un problema per tutti i partiti italiani – sottolinea Serracchiani -: oggettivamente la politica, così come qualunque forma di rappresentanza, anche i sindacati, hanno il problema di mantenere il legame con la rappresentanza, di mantenere un radicamento territoriale e di parlare anche con quelli che non entrano nei circoli».

    In questo quadro, dunque, «sarebbe bene allargare il dialogo all’interno della sinistra con persone come Massimo Zedda e Giuliano Pisapia e altri, perché è nella storia di questo Paese. Dopodiché non può accadere con tutti; con Stefano Fassina con Alfredo D’Attorre è complicatissimo.

    Siamo costretti, per esempio, a dialogare con Denis Verdini perché è un senatore e al Senato abbiamo problemi di numeri. Se Verdini vota le riforme costituzionali e vota le Unioni civili, a me sta bene. Perché senza Verdini in questo Paese le Unioni civili non ci sarebbero state».

    Serracchiani. Tutt’altro. La vicesegretaria del Pd, all’indomani della sconfitta alle regionali ha presentato le proprie dimissioni da numero due del Pd, come ha svelato ieri durante il programma di Rai Tre Agorà estate.

    «Ho messo a disposizione il mio ruolo all’interno del partito perché non credo che il problema sia la poltrona, ma il risultato – ha detto Serracchiani -. E quindi, anche alla luce del risultato delle elezioni regionali, ho ritenuto che fosse opportuno risistemare i pezzi che mancano perché alle amministrative in Fvg non ho vinto. Da segretario regionale le avevo vinte tutte, è la prima volta che mi capita di non vincere».

    Un’intervista che arriva dopo la direzione del Pd in cui ancora una volta il capo del governo e segretario Matteo Renzi è stato contestato per il doppio incarico.

    «Il Pd non è fuori controllo – ha assicurato Serracchiani -: c’è un segretario nazionale, ci sono due vicesegretari, ci sono i segretari regionali. Dopodiché io non dico che non si debbano rivedere delle cose, è evidente, lo ha detto anche il segretario nazionale durante l’ultima direzione che bisogna raddrizzare il tiro e rafforzare la segreteria».

    Per centrare l’obiettivo in vista del referendum di ottobre (sul quale Serracchiani resta fiduciosa) e soprattutto riallacciare un rapporto con l’elettorato, il Pd deve fare i conti con la disaffezione verso la politica: «Un problema per tutti i partiti italiani – sottolinea Serracchiani -: oggettivamente la politica, così come qualunque forma di rappresentanza, anche i sindacati, hanno il problema di mantenere il legame con la rappresentanza, di mantenere un radicamento territoriale e di parlare anche con quelli che non entrano nei circoli».

    In questo quadro, dunque, «sarebbe bene allargare il dialogo all’interno della sinistra con persone come Massimo Zedda e Giuliano Pisapia e altri, perché è nella storia di questo Paese. Dopodiché non può accadere con tutti; con Stefano Fassina con Alfredo D’Attorre è complicatissimo.

    Siamo costretti, per esempio, a dialogare con Denis Verdini perché è un senatore e al Senato abbiamo problemi di numeri. Se Verdini vota le riforme costituzionali e vota le Unioni civili, a me sta bene. Perché senza Verdini in questo Paese le Unioni civili non ci sarebbero state».

    15 luglio 2016

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine