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    Sì alle fusioni tra Comuni, sportello per il friulano

    Il Consiglio approva la legge per favorire le unioni, il centrodestra si astiene. Assegnata all’Arlef l’attivazione e la gestione del servizio per la marilenghe

    di Anna Buttazzoni

     

    TRIESTE. Procedure semplificate per richiedere il referendum e fusioni tra Comuni più facili. Il governo regionale di Debora Serracchiani spinge sulle unioni tra municipi e incassa l’ok del Consiglio, con 30 voti favorevoli di Pd, Cittadini, Sel e M5S; nove astenuti di Fi, Ncd, Autonomia responsabile (Ar), Lega e un voto contrario, quello dell’ex assessore e oggi consigliere di Fi Elio De Anna, che si oppone all’intero disegno.

     

    È Ciriani (Fratelli d’Italia) a spiegare l’astensione del centrodestra. «Siamo favorevoli alle fusioni ma questo deve avvenire con norme chiare e nell’interesse dei cittadini. La legge – spiega Ciriani – è confusa e contraddittoria. Il referendum consultivo dev’essere rispettato e non superato dai Consigli comunali, così come previsto dalla norma del centrosinistra».

     

    Non piace a Ciriani nemmeno la possibilità di aumentare il numero di consiglieri e assessori quando verrà costituito un nuovo municipio frutto di fusione. E chiede di dare più risorse ai Comuni virtuosi. «La Regione dovrebbe favorire le fusioni con premi a chi aggrega i servizi – conclude Ciriani –, determinando un risparmio in termini di costi e una migliore qualità dei servizi offerti alle popolazioni».

     

    L’assessore Paolo Panontin (Cittadini) tira dritto e spiega la bontà delle nuove regole. «Per ottenere una riforma degli enti locali di cui questo provvedimento è solo una parte – ripete l’assessore –, riteniamo che il modo più efficace sia la fusione tra Comuni, perché semplifica e diventa utile anche nei processi di unione». È stato dimezzato il numero di firme necessarie per chiedere un referendum abrogativo, passando da 30 mila a 15 mila. E saranno gli elettori dei Comuni interessati alla fusione – elettori residenti all’estero esclusi – a poter chiedere l’avvio del procedimento per istituire i nuovi Comuni.

     

    Con 29 sì (Pd, Cittadini, Sel, Fi, Ncd, Ar e Udc), i cinque no del M5S e un’astensione dalla Lega, il Consiglio ha anche approvato un disegno di legge su cultura e sport. Un provvedimento che mette ordine in diversi settori, dal Comitato tecnico scientifico per gli ecomusei ai contributivi per la legge sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale della Prima Guerra mondiale, dai contributi agli eventi transnazionali alla modifica della composizione della Conferenza regionale per i sistemi bibliotecari, fino al sostegno alla mostra “Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea nel Patriarcato di Aquileia al tempo di Pellegrino II”. Non solo. All’Agenzia per la lingua friulana viene riconosciuta la stessa autonomia di quella della lingua slovena, mentre l’Arlef potrà attivare e gestire lo sportello linguistico regionale per il friulano.

     

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

     

    26 marzo 2014
    http://messaggeroveneto.gelocal.it/