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La Regione presenta i conti al governo

Dal 2010 Roma ha chiesto al Fvg 1 miliardo 176 milioni. Meno entrate per 756 milioni. Serracchiani: si tratta anche martedi

di Anna Buttazzoni

UDINE. Dal 2010 lo Stato ha chiesto al Fvg 1 miliardo 176 milioni. Le minori entrate, invece, ammontano a 756 milioni. Ma da un anno l’amministrazione regionale sta facendo “i compiti per casa” e tra tagli e riqualificazione della spesa ha risparmiato circa 200 milioni. Sono i numeri, freddi e significativi, con i quali ieri la presidente Fvg Debora Serracchiani si è presentata al tavolo con il governo, tavolo richiesto dalla Regione per cominciare la trattativa sui rapporti finanziari tra Trieste e Roma.

Che vanno rivisti. Pena, il bilancio della Regione, complicato da comporre, perché i sacrifici richiesti, anche rispetto alle altre Regioni Speciali, sono troppi. E poi c’è il patto Tondo-Tremonti che va riscritto e che costa 370 milioni l’anno (già contenuti nel miliardo e 176 milioni) per un federalismo mai attuato. «Ho riscontrato l’attenzione vera del governo e la volontà di trovare una soluzione» dice la presidente a fine incontro. Martedì si ricomincia a trattare e il nuovo accordo, nelle intenzioni, si concluderà entro maggio.

Serracchiani, accompagnata dall’assessore alle Finanze Francesco Peroni, ha consegnato il dossier al ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta e ha discusso dei conti anche con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Graziano Delrio.

La somma di un miliardo 176 milioni viene dal patto Tondo-Tremonti e dalle richieste fatte al Fvg con le diverse manovre del governo per contribuire a risanare le casse dello Stato, sacrifici che dal 2010 a oggi sono stati imposti dai governi di Silvio Berlusconi, Mario Monti, Enrico Letta e oggi di Matteo Renzi con il decreto che abbassa l’Irpef, introduce nuovi strumenti di spending review e garantisce il bonus da 80 euro.

Il negoziato prenderà il via da quest’ultimo decreto, perché ci sono dei disequilibri a carico delle Regioni Speciali, è stato sottolineato. «Chiediamo – esplicita Serracchiani – che ci venga data una risposta sugli effetti della “spending” sul Fvg che ha una situazione diversa rispetto alle altre Regioni Autonome, ad esempio rispetto alle Province di Trento e Bolzano che hanno una posizione fiscale più vantaggiosa della nostra. I riflessi del decreto del governo, quindi, sono per noi più pesanti». Il primo impegno dell’amministrazione regionale è quello di mettere nero su bianco alcune ipotesi per modificare il decreto della spending review, anche perché Renzi ha annunciato tempi rapidi per la conversione del provvedimento.

Le varie manovre del governo, inoltre, hanno ridotto le entrate del Fvg di 756 milioni. Ma nel presentare il conto Serracchiani rivendica anche il lavoro fatto finora su input del governo, dal taglio dei costi della politica ai provvedimenti messi in atto per migliorare la spesa, ad esempio nei settori della Sanità e degli Enti locali. Un lavoro che in un anno ha portato a risparmi per 200 milioni.

E siccome il Fvg sta facendo i “compiti per casa”, la richiesta al governo è di tenere in considerazione l’impegno, senza penalizzare ancora i conti della Regione. Il dossier è stato consegnato e in questi giorni i funzionari ministeriali esamineranno i documenti assieme ai funzionari del Fvg, così da arrivare alla riunione di martedì con alcune possibili soluzioni correttive. La presidente sembra sia riuscita a dimostrare l’iniquità di tutte le richieste finanziarie che pesano sulla Regione e da parte governativa è emersa la volontà di affrontare in modo complessivo la relazione economica che regola i rapporti tra Stato e Fvg, in un clima definito collaborativo e di affiatamento. La partita è dura. Ma Serracchiani non molla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

08 maggio 2014
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