Valle e Aquileia: come far rivivere il sito archeologico della città romana


L’architetto udinese apre il ciclo di conferenze con una proposta per rilanciare il turismo

10 OTTOBRE 2019

I siti archeologici vanno resi accessibili e comunicati nel modo giusto ai visitatori. Come fare? Occorre partire da un dialogo virtuoso tra architettura contemporanea e passato remoto, offrendo intanto la possibilità di percorrere le tracce del passato quanto più possibile nella loro interezza e poi dotandole di una segnaletica che le renda interpretabili.

Pur essendo l’Italia il paese che ha più reperti archeologici al mondo i migliori esempi in tal senso vengo forniti in Europa da Francia, Spagna, Inghilterra grazie ad un’architettura che studia ad hoc proprio questi aspetti. Un tema che tocca molto da vicino la nostra regione e che sarà il focus della conferenza che l’architetto Pietro Valle terrà per l’Università Popolare di Udine – la prima del ciclo 2019 – 2020 dell’Unipop – dal titolo “Da Aquileia all’Europa. Il dialogo tra l’intervento architettonico contemporaneo e i siti archeologici”. L’appuntamento è per giovedì 10, alle 18.15 alla Fondazione Friuli (via Manin 15 a Udine).

L’architetto Valle partirà infatti da Aquileia e da un discorso iniziato in occasione dell’ultimo Friuli Future Forum che verrà ulteriormente sviluppato per l’occasione: «Partirò da una situazione complessa come quella di Aquileia, che da un lato ha eccellenze come la Basilica, il Museo Archeologico e l’Aula di Cromazio e dall’altro parti di notevole estensione che non sono visitabili o accessibili».Come fare? Non certamente come è avvenuto durante il ventennio fascista, sostiene Valle: «Il Fascismo propose un viale con pini marittimi, cipressi e transenne per andare a vedere il ponte sul Natissa e una ricostruzione artificiale delle colonne.

L’anastilosi delle rovine non è più accettabile, perché elimina tutte le tracce e sovrapposizioni successive per portare alla luce soltanto la romanità, un unico periodo storico».

Tra questo tipo di approccio e l’abbandono totale c’è una via di mezzo? «Certamente – sostiene Valle – con interventi che considerano sia la rovina archeologica sia la situazione ambientale circostante facendole dialogare, con materiali leggeri, modificabili e molto contemporanei che staccano dalla presenza storica per un approccio flessibile e aperto». La conferenza è inserita nel progetto Identità culturale del Friuli promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine