Sotto choc la comunità di Fiumicello, la mamma di Davide: «Ho perso tutto»


Restano ancora ricoverati negli ospedali di Udine e Trieste due degli altri quattro ragazzi coinvolti nel tragico schianto

Elisa Michellut

08 OTTOBRE 2019

FIUMICELLO. «Il perdono ci sarà ma ci vuole tempo. Ho perso il mio unico figlio, che era tutta la mia vita». Gabriella Zuttion, la mamma di Davide Francescotto, il ragazzo di 22 anni morto nell’incidente accaduto nella notte tra sabato e domenica, in via Brancolo, a Fiumicello, mentre rientrava da una serata trascorsa assieme agli amici, è sconvolta da un dolore che toglie il fiato. «Avevo sentito Davide poche ore prima, mi aveva detto che sarebbe uscito – racconta la mamma –. Eravamo sempre assieme. Avevamo un rapporto speciale. Era la cosa più importante per me. Ora mi sento mancare le forze». La mamma non riesce a darsi pace. Troppo grande il peso da sopportare.

I cinque ragazzi, nella notte tra sabato e domenica, come detto, stavano tornando a casa dopo una serata trascorsa, in compagnia, in alcuni locali della zona. Stavano percorrendo via Brancolo. Probabilmente Stefano Bertogna, 21 anni, di Aquileia, al volante della Lancia Y, stava riportando a casa gli amici residenti a Fiumicello, tra cui Davide, che abitava in via Trieste, poco distante dal luogo in cui si è verificata la tragedia.

Giunti all’altezza di una curva secca a sinistra, il conducente, per cause da chiarire, ha perso il controllo della vettura, che ha sbattuto prima contro un muretto in pietra, al civico 43, e successivamente ha terminato la sua corsa schiantandosi contro il muretto di cemento armato al civico 41.

Le condizioni di Davide sono apparse subito disperate. Il ragazzo è morto poco dopo l’arrivo dei soccorsi, che hanno cercato in tutti i modi di salvargli la vita. Feriti gli altri quattro ragazzi: Stefano Bertogna, al volante, Alessandro Musian, 18 anni, di Terzo, Simone Menon, 19 anni, di Aquileia, e un sedicenne residente a Fiumicello.

Sono sconvolti anche i familiari del ventunenne che guidava. «Stefano non ricorda nulla di quella maledetta notte – racconta la mamma –. Mio figlio e Davide erano molto amici, si sostenevano a vicenda, avevano un rapporto molto stretto. Mio figlio continua a chiedermi perché è successo all’amico e non a lui. È straziante. Domenica ho parlato con il padre di Davide, l’ho chiamato per esprimergli il dolore e la vicinanza. Ho provato a cercare anche la mamma».

Stefano è stato dimesso dall’ospedale, così come Simone Menon. Sono ancora ricoverati, invece, il diciassettenne fiumicellese e anche Alessandro Musian. «È stata una tragedia – le parole del papà di Alessandro, Nicola, vicesindaco di Terzo –. Siamo addolorati per quello che è successo a Davide. Alessandro ha una brutta botta sul fianco.

Era seduto nei sedili posteriori e ha sbattuto contro la macchina nel momento dell’impatto. Lo terranno in osservazione ancora qualche giorno. Alessandro e Davide si erano conosciuti quella sera. Mio figlio si era fatto dare un passaggio per tornare a casa. È ancora molto scosso. Mi ha detto solo che è accaduto tutto in un attimo. Non si è reso conto di nulla. Siamo vicini alla famiglia del povero ragazzo che purtroppo non c’è più».

Silvana Pascolat, titolare del Moby Dick di Fiumicello, dove, secondo la ricostruzione di alcuni parenti, i ragazzi avevano concluso la serata, è sicura di non aver visto Davide. «Ricordo alcuni dei ragazzi, il diciassettenne e anche il fratello gemello del conducente – dice –. Sono arrivati verso l’1.15 per mangiare qualcosa. Erano in tanti ma Davide non c’era».

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine