Pellegrini lungo la Romea Strata

“Questo itinerario accoglie e si fa portavoce di una nuova mentalità, una tendenza che va via via diffondendosi,  e che si definisce turismo lento: un’esperienza che incarna il desiderio  di scoperta delle bellezze, sia storico-culturali, che naturalistiche ed enogastronomiche dell’Italia”

Pellegrini lungo la Romea Strata

06/09/2019 di Ivan Bianchi

Cosa hanno provato, visto e sentito i pellegrini della Romea Strata è un insieme di esperienze, a partire da quella, fondamentale, spirituale, che per essere descritta bene va soprattutto vissuta.
Una tre giorni ha contraddistinto la quinta edizione.
Tre tappe salienti per seguire il percorso di questa antica via di pellegrinaggio, riscoperta negli ultimi anni grazie alla tenace opera della Diocesi di Vicenza che ha portato alla riscoperta non solo della Romea Strata ma di un’intera rete di associazioni ed enti che hanno collaborato per l’ottima riuscita dei vari percorsi.
Dal Mar Baltico tante sono le strade che lentamente si ricongiungono per poi raggiungere Roma.
La Romea Strata, nel suo piccolo, accoglie e si fa portavoce di una nuova mentalità, una tendenza che va via via diffondendosi, e che si definisce turismo lento: un’esperienza che incarna il desiderio di scoperta delle bellezze, sia storico-culturali, che naturalistiche ed enogastronomiche dell’Italia.
Oltre 1400 chilometri di percorso che collegano Tarvisio a Roma, attraverso Fucecchio (San Miniato) in Toscana, dove per arrivare a destinazione si prende la Via Francigena.

Un percorso diviso in nove tratti
Il percorso della Romea Strata è suddiviso in nove tratti, i cui nomi richiamano i territori e le antiche vie percorse.
I due tratti friulani di questo pellegrinaggio recensiti nella guida toccano due luoghi carichi di valore religioso, culturale, storico della nostra terra: con la Romea Allemagna (da Tarvisio a Concordia Sagittaria per 187 chilometri) è impossibile non dedicare un pensiero ed una preghiera alla Madonna del Santuario del Monte Lussari, luogo venerato dai popoli di questo “cuore d’Europa”; con la Romea Aquileiense (da Miren in Slovenia a Concordia Sagittaria per 94 chiloemtri) si attraversa Aquileia, che fu la capitale del Friuli e che i friulani tuttora considerano ancora “fonte” imprescindibile della nostra identità. In fase di sviluppo, un ulteriore tracciato sul territorio regionale: la Romea Iulia Augusta che da Venzone si dirige verso passo di Monte Croce Carnico congiungendosi così all’Ost Tirol (su questo tratto si concentreranno i fondi della Provincia di Udine derivanti dal progetto Interreg).  
Gli altri tratti della Romea Strata toccano il Trentino Alto-Adige (Romea Brennero e Romea Vicetia), il Veneto (Romea Annia, Vicetia, Postumia e Porciliana) l’Emilia-Romagna e la Toscana (Romeas Nanantolana-Longobarda).
Tramite questi percorsi, raccontati dalla guida, si raggiunge la via Francigena a Fucecchio San Miniato, da qui poi è possibile raggiungere Roma proseguendo sulla Francigena, Gerusalemme e Santiago de Compostela.
Ogni segmento della Romea Strata è spiegato nel dettaglio con descrizioni, profili altimetrici, box di approfondimento su luoghi rilevanti e focus sui “polmoni spirituali”, i luoghi significativi di fede e cultura che animano il cammino.
Creando un ardito sincretismo la si potrebbe paragonare con semplicità alla Via Francigena che dalla Francia, e non solo, ha portato nei secoli schiere di pellegrini lungo la rotta verso San Pietro. Così anche la Romea che vede nel Goriziano la sua porta d’accesso all’Italia.

La prima tappa
È Merna, infatti, il ponte ideale e da Scala Santa, ovvero il santuario che domina la conca di Gorizia. Immancabile l’accoglienza da parte delle suore di San Vincenzo che curano il santuario dedicato alla Madonna Addolorata.
Il cammino prosegue così, attraversando il Confine di Stato e passando vicinissimo agli abitati di Peci e di Rupa e, attraverso il Carso e i suoi sentieri, raggiunge lentamente San Martino del Carso.
Qui, immancabile è una sosta per comprendere e commemorare quanto accaduto in queste zone oltre un secolo fa.
Da San Martino del Carso, quindi, il percorso è proseguito lungo i vari sentieri dell’altipiano fino a Fogliano.
La cinquecentesca chiesetta di Santa Maria in Monte ha accolto con il suo della sua campana il gruppo, una quarantina di pellegrini. Non tutti, va detto, hanno partecipato dall’inizio alla fine. C’è chi ha scelto solo alcuni tratti, ben forniti in ogni caso dai trasporti della pro Loco Fogliano Redipuglia, organizzatrice dell’evento, o alcune giornate. Fogliano, quindi, è stato il primo momento di ristoro. Non prima di aver visitato la chiesa, testimonianza antica ma sempre attuale della fede popolare di queste zone. Perché la Romea Strata, così concepita dal sodalizio foglianino, non è solo una ’camminata’ alla scoperta di storia, cultura ed enogastronomia ma anche un percorso di fede e di spiritualità. Una breve spiegazione, anche per riprendere fiato, e il cammino può proseguire.
Grazie al momento conviviale organizzato dall’azienda agricola Gandin Marcellino di San Pier d’Isonzo, i pellegrini hanno proseguito nel loro itinerario da Fogliano, lungo le strade più consone al cammino, fino a San Pier e a Villa Sbruglio Prandi a Cassegliano.
La storica villa ha ospitato altre sorprese.
Non ultima la presenza della Contessa D’Aosta, impersonata da Emanuela Sdraulig che ha letto alcuni brani inerenti proprio alle vicissitudini della villa durante la Prima Guerra Mondiale.
A guidare i pellegrini tra le stanze e lungo la storia dell’edificio lo storico Ivan Portelli mentre i proprietari, Gloria ed Ettore, si sono prodigati per offrire un momento conviviale.
Sotto il sole di agosto e camminando tutto il giorno un buon bicchiere d’acqua non può che essere il miglior ristoro, rinfranca lo spirito e l’anima. I Campanari Bisiachi, ovvero la Squadra dei Scanpanotadori Bisiachi di Fogliano e San Pier d’Isonzo, attraverso l’utilizzo delle piccole campane in dotazione all’Associazione Campanari del Goriziano hanno effettuato una breve lezione di Scuola Campanaria ai presenti, spiegando anche l’antica tradizione dello scampanio che ancor oggi si tramanda nei vari campanili della zona.
Terminata la visita e terminati gli scampanii i pellegrini hanno proseguito il loro cammino verso la locale azienda apistica ’La ciliegia dorata’ con la produzione di miele. Prodotti locali di alta qualità come quelli offerti dall’azienda Gandin Marcellino presso cui i pellegrini hanno potuto sostare per la cena. Per il pernottamento è stata l’amministrazione comunale a mettere a disposizione la palestra comunale per la notte.

La seconda tappa
La seconda partenza, stavolta da San Pier d’Isonzo e con una buona colazione, ha visto i pellegrini dirigersi verso l’Isonzo e proseguire lungo l’argine fino al ponte di Pieris e verso San Canzian. La visita alla chiesa parrocchiale con la storia dei tre Santi Martiri e al vicino Antiquarium sono stati una sosta davvero gradita.
Tra le testimonianze di fede più antiche e vere del nostro Territorio i santi Canziani spiccano per virtù e per devozione popolare. Renato e Cristina, due degli instancabili volontari della parrocchia, hanno guidato lungo la storia e lungo la fede i pellegrini. Quindi l’antichissima chiesa di San Proto e ancora verso Aquileia.
Tra i campi di San Lorenzo di Fiumicello il campanile della Patriarcale Basilica ha fatto da faro continuo per il cammino, arrivato nel primo pomeriggio proprio ai piedi del Campanile di Popone. Visita alla basilica e al Museo archeologico nazionale, per riscoprire le antichissime radici di questa zona.
L’Ecclesia Mater è, come nel caso dei Santi Martiri, un punto focale e fondamentale per il cammino del pellegrino che si ritrova, dopo aver percorso quel tratto di pianura friulana interamente coltivato, silenzioso e laborioso, da buon friulano, in quella che fu per gli antichi romani centro nevralgico e terza città dell’Impero e per i Cristiani della Mitteleuropa, per utilizzare un termine ottocentesco, faro di fede, un vero e proprio giro di boa.

La terza tappa
Da qui il cammino non può che essere tranquillo, non può che proseguire verso la laguna in un climax discendente di tensioni, di stanchezza di consapevolezza di avercela fatta. Perché gli undici chilometri che collegano Aquileia a Grado, percorsi attraverso l’antica ferrovia austroungarica, se percorsi al mattino con la giusta luce sono in grado di regalare emozioni davvero uniche.
L’arrivo, poi, a Belvedere con Barbana che si specchia nelle acque del ’Palù’ e Grado che sorride in lontananza è lo sprone a terminare il percorso.
Giunti sull’Isola d’Oro i pellegrini hanno assistito alla Santa Messa celebrata in basilica da monsignor Michele Centomo, arciprete-parroco di Grado, ed accompagnata dalla Corale Santa Cecilia. L’esecuzione della Messa Cerviana a tre voci d’uomo è stata una delle perle per la domenica, seguita dalla spiegazione del professor Matteo Marchesan che ha illustrato storia e memoria delle due basiliche gradesi.
Un momento di pausa ed è la volta di Barbana, con il motoscafo che lentamente si dirige verso l’Isola Bella. Qui il saluto dei frati minori e l’ultimo momento di pace, con la possibilità di rifocillarsi e riposare le gambe dopo la cinquantina di chilometri attraverso il territorio provinciale.
La Romea Strata, vale la pena ricordarlo, è un progetto che vanta soci fondatori da Italia, Polonia, Repubblica Ceca e Austria e che ha anche avuto il benestare del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione.
Tra i tratti regionali già consolidati, va citato, vi è quello che da Miren – Merna, in Slovenia, porta fino ad Aquileia, passando per la cinquecentesca chiesetta di Santa Maria in Monte a Fogliano e per quella seicentesca di San Zanut, oltre che sulle tombe degli antichi Martiri Canziani. Tratto curato e valorizzato fin dalla creazione del progetto Romea Strata, quattro anni fa, dalla Pro Loco Fogliano Redipuglia. Uno dei vari esempi citati anche da don Raimondo Sinibialdi, ideatore dell’associazione e neopresidente.
“È una realtà molto importante perché oggi i pellegrini sono persone che si mettono in cammino sempre più spesso. Storicamente e geograficamente il Friuli Venezia Giulia è stato crocevia di persone e di merci che arrivavano dall’Est Europa e sarà la porta fondamentale per entrare in Italia con questo cammino – spiega don Raimondo – Mettersi in cammino è una ricerca interiore, una ricerca di spiritualità che non è fatta solo di fede, ma anche di cultura, storia, enogastronomia ma anche dal riconoscimento di tanti luoghi che avranno un grande vantaggio dal passaggio dei pellegrini e dalla presenza stessa della Romea Strata”, conclude.

“L’Europa è nata peregrinando”
“L’Europa è nata pellegrinando”, scriveva il celebre scrittore tedesco Johann Wolfgang Goethe. Una sacca, in pelle o in stoffa, e un bastone, il bordone, era ciò che i pellegrini avevano con sé quando nel Medioevo partivano verso i Luoghi Santi per eccellenza: Roma, Santiago e Gerusalemme. Oggi il Cammino di Santiago attrae persone da ogni parte del mondo ed è sicuramente il pellegrinaggio più celebre e un’avventura imprescindibile per chi vuole riscoprire l’essenza autentica della spiritualità.
“La Romea Strata è un percorso che vuole riscoprire un’antica via di pellegrinaggio solcata nei secoli da molti uomini e donne che si dirigevano verso importanti mete di fede. Qui vi attingevano luce, forza e speranza per rilanciare il proprio percorso religioso”, raccontano i promotori dell’iniziativa a livello nazionale.
La via era costellata di luoghi speciali, soprattutto per l’intensa spiritualità che diffondevano: o legati a memorie di santi significativi, come Sant’Antonio da Padova, o San Zeno a Verona, o San Giacomo a Pistoia, etc., legati a una spiritualità mariana come Monte Berico, Barbana, Castelmonte, Madonna della Corona, eccetera. O ancora luoghi centri propulsori della fede primitiva: Aquileia con la sua straordinaria gemmazione (da Aquileia nascono ben 52 diocesi) Concordia Sagittaria, Nonantola, Modena, eccetera.
Ciò che rende decisamente eccezionale questa Via è la straordinaria presenza delle spoglie di ben due evangelisti: San Marco nella Basilica di Venezia e San Luca a Santa Giustina di Padova. Vi sono anche alcuni luoghi culturalmente rilevanti che contribuiscono a comprendere il valore storico dell’itinerario.
“Data l’importanza di questi luoghi abbiamo pensato di metterli in evidenza sul cammino della Romea Strata classificandoli come ’polmoni spirituali’, dove ossigenare la vita spirituale e di fede” proseguono gli organizzatori. “Sono luoghi particolarmente indicati per la preghiera e per il sacramento della penitenza”, ed è in tal senso che, specialmente nelle edizioni curate dalla Pro Loco foglianina, la parte spirituale non è mai stata scissa da quella prettamente locale o di visita e scoperta del territorio ma, al contrario, si è trovata visibilmente valorizzata.

Il testimonium
Tra le varie iniziative anche il cosiddetto ’testimonium’.
Tutti coloro che intraprendono un viaggio lungo la Romea Strata possono richiedere la Credenziale: un documento dove vengono applicati i timbri che testimoniano il pellegrinaggio. Quelle ufficiali sono la Credenziale dell’associazione “Ad Limina Petri” e quella del Cammino di Santiago. All’arrivo a Roma, inoltre, si riceverà il Testimonium: una pergamena che certifica l’avvenuto pellegrinaggio a Roma devotionis causa e che, nella tradizione, era importantissimo per dimostrare che il cammino era stato compiuto e il voto sciolto. Non solo cammino: la Romea Strata si può percorrere anche in bicicletta. Un’alternativa ad oggi molto apprezzata dai pellegrini che sempre più spesso amano viaggiare sulle due ruote. Anche in questo caso i punti di partenza possono essere molteplici: si può salire in sella dalla Slovenia, seguendo poi la Romea Aquileiense, dal confine austriaco di Passo Monte Croce Camico e imboccare la Romea Iulia Augusta e da Bassano del Grappa, procedendo per la Romea del Santo.© Voce Isontina 2019 – Riproduzione riservata

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