Lo strazio del papà di Davide, morto a 22 anni nell’auto fuori strada: «Alle 5 hanno suonato alla mia porta i carabinieri»

In molti si stringono ai familiari del ventiduenne di Fiumicello. Uno dei ragazzi ha subito gravi fratture ed è ricoverato a Cattinara 

Elisa Michellut0

7 OTTOBRE 2019

FIUMICELLO. Aveva solo 22 anni Davide. Abitava in via Trieste, a Fiumicello, dove la famiglia è molto conosciuta.

Un ragazzo solare, che amava la vita e che adorava stare in compagnia degli amici. Dopo aver terminato le scuole medie, il ventiduenne friulano aveva frequentato per qualche anno l’istituto alberghiero e ora si era preso un periodo di pausa per decidere che cosa fare da grande.

Sabato sera, 5 ottobre, Davide aveva incontrato gli amici al solito posto, al bar Break and Bike di Aquileia, gestito dall’amico Fabio. Da lì erano partiti per una serata all’insegna della spensieratezza e del divertimento.

Prima di rientrare a casa si erano fermati al Moby Dick, nel centro di Fiumicello. Davide era salito in macchina con Stefano e altri amici. Stavano tornando a casa. Una serata come tante, purtroppo finita in tragedia. Ad attendere Davide, a casa, c’era il papà, Germano, che non riesce a trattenere le lacrime.

«Sabato sera mi aveva detto che sarebbe uscito con gli amici, come faceva spesso – racconta il padre –. Alle 5 del mattino hanno suonato il campanello. Erano i carabinieri, che mi hanno dato la notizia. Ora voglio solo stare solo. È un dolore che toglie il fiato, che annulla».

Davide era figlio unico. Lascia il papà Germano, con il quale abitava a Fiumicello, e la mamma Gabriella Zuttion, che risiede in un altro Comune. Il cugino, l’ex sindaco di Terzo di Aquileia, Michele Tibald, è sconvolto.

«Sappiamo che sabato sera – le sue parole – Davide era uscito con gli amici, erano in tanti. Alla solita compagnia si erano unite anche altre persone, amici degli amici, come succede spesso. La serata si era chiusa al Moby Dick, a Fiumicello.

I ragazzi hanno organizzato le macchine per tornare a casa. Molti non si conoscevano nemmeno. Hanno deciso in base al percorso più comodo per rientrare. È un dolore fortissimo.

La nostra famiglia si è stretta ai genitori di Davide, che stanno passando un momento ovviamente molto difficile. Era il cuginetto più piccolo, quello coccolato da tutti. Siamo affranti».

Nell’utilitaria, la Lancia Y, guidata da Stefano Bertogna, oltre a Davide, seduto nel posto del passeggero, c’erano anche Alessandro Musian, Samuele Bandelli e Simone Menon, seduti sul sedile posteriore. L’auto è stata sequestrata e portata nella sede della carrozzeria Comelli di Cervignano.

Il conducente, Stefano, risiede ad Aquileia. Dopo un’esperienza lavorativa in Spagna, è rientrato nella città romana, dove ora lavora. Ricoverato all’ospedale di Monfalcone, in seguito all’incidente ha riportato la frattura della mandibola. Non è grave.

Alessandro Musian, di Terzo, studente al liceo delle scienze umane a Cervignano, figlio dell’attuale vicesindaco di Terzo di Aquileia, Nicola Musian, è stato portato al nosocomio del capoluogo friulano, in osservazione.

Non sarebbe in gravi condizioni, così come Simone Menon, di Fiumicello, che lavora come artigiano assieme al padre. In gravi condizioni, invece, ma non in pericolo di vita, Samuele Bandelli, studente di Fiumicello, ricoverato all’ospedaledi Cattinara. —

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine