Cultura Fvg: dopo Leonardo c’è il Patriarcato di Aquileia

Sarà l’anno dedicato allo Stato che dal 1077 al 1420 amministrò anche il Friuli. È stata la proposta più gettonata nel sondaggio avviato dall’assessorato

Giacomina Pellizzari

04 Ottobre 2019

UDINE. Da Leonardo alla caduta del Patriarcato di Aquileia: cambia il tema dei progetti culturali del prossimo anno. Commemorato il genio senza tempo, il 2020 sarà l’anno dedicato allo Stato patriarcale che dal 1077 al 1420 amministrò un territorio vastissimo con al centro il Friuli.

Il Patriarcato si estese fino all’Istria, il Cadore, la Carinzia, la Stiria e buona parte della Slovenia, fu un esempio unico di coesione di popoli e di etnie. A 600 anni dalla sua caduta sotto i colpi della Serenissima di Venezia, il Friuli ricorderà quel periodo con una serie di eventi finanziati dalla Regione.

LA CULTURA IN FRIULI VENEZIA GIULIA

  • 11 i bandi istituiti l’anno scorso dalla Regione
  • 415 le domande ammesse sulle 485 ricevute
  • 12,6 i milioni di euro di fabbisogno complessivo
  • 162 le domande ammesse, con il 47,4% di copertura del fabbisogno richiesta
     

La scelta del tema non è banale visto che sarà collegato ai requisiti premianti per la definizione del punteggio e l’assegnazione delle cifre. La fine dello Stato patriarcale è stata la proposta più gettonata nell’ambito del sondaggio avviato dall’assessorato tra tutti i protagonisti culturali, ai quali, nei giorni scorsi, l’assessore Tiziana Gibelli, ha comunicato il risultato.

La selezione

Chiuso il capitolo Leonardo, la Regione ha comunicato l’intenzione di voler ripetere il format e quindi di voler proporre anche per il 2020 «una tematica specifica a cui ricollegare una quota dei punteggi premianti nella griglia degli elementi valutativi degli avvisi pubblici, di prossima emanazione, per il finanziamento annuale e triennale di progetti afferenti alle attività culturali».

Il tecnicismo è sempre lo stesso: una commissione valuterà i progetti e il sistema premiante scatterà per quelli che promuovono il tema legato «alla caduta, per mano della Repubblica di Venezia, dello Stato patriarcale di Aquileia». Queste proposte riceveranno qualche punto in più e quindi avanzeranno in graduatoria.

La scelta

Memore delle polemiche a cui era stata sottoposta lo scorso anno per la scelta di Leonardo, l’assessore ha optato per un sistema partecipato. «Per garantire una condivisione più ampia possibile – spiega – l’assessorato ha chiesto la collaborazione delle amministrazioni locali e di buona parte dei beneficiari dei bandi triennali, annuali e straordinaria, per individuare uno o più temi da sviluppare e utilizzare per il 2020».

Le risposte sono arrivate numerose, ma «una delle più ricorrenti – scrive l’assessore – e allo stesso tempo giudicata utile a dare vita a innumerevoli iniziative ed eventi in ogni campo artistico, è risultata quella relativa al 600º anniversario della caduta dello Stato patriarcale di Aquileia».

E ancora: «Per la molteplicità di spunti di riflessione storica e artistica, scientifica, economica e linguistica, la tematica prescelta appare idonea alla costruzione di progetti culturali che rispecchino e valorizzino l’identità della Regione».

Le altre proposte

«Sono pervenute altre proposte, molte delle quali erano buone». L’assessore lo ripete per ricordare che «molte idee, però, erano limitate a cose assolutamente locali».

Tra i proponenti c’era anche chi avrebbe voluto commemorare il violinista e compositore, Giuseppe Tartini, cui è stato intitolato il conservatorio di Trieste. «Tartini – sottolinea Gibelli – era nato a Pirano e lavorava a Padova. Era impossibile proporlo come tema da collegare alla quota dei punteggi».

La corsa ai fondi

Con la pubblicazione degli avvisi, facile immaginarlo, scatterà la corsa al contributo. «Dal 2017 allo scorso anno il valore delle richieste di contributi annuali, esclusi i triennali e i teatri, è aumentata del 50% passando da 8,5 a 12,6 milioni» ricorda l’assessore lasciando intendere che si attende una marea di domande anche per il 2020.

«Con richieste sempre maggiori e soldi che non si possono moltiplicare bisogna far crescere le imprese culturali, questo – assicura – sarà l’obiettivo che perseguiremo». —

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